Il Tirreno

Livorno

La lunga giornata di Cosimi «Sono provato, ma rimango»

di Giorgio Carlini
La lunga giornata di Cosimi «Sono provato, ma rimango»

Prima la sospensione del consiglio comunale, poi gli incontri urgenti con assessori e capigruppo Il sindaco: «L’interruzione? Drammatica. Se ho pensato alle dimissioni? Non le ho date, quindi...»

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LIVORNO. «Forse in futuro troveranno qualcuno più bravo di noi...»

L’amara considerazione del sindaco arriva al termine di una delle mattinate più convulse dell’ultima legislatura. La seduta del consiglio comunale è appena stata sospesa per la protesta delle famiglie che si sono viste decurtare i punteggi nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari, in seguito all’occupazione (abusiva) delle strutture di via Ernesto Rossi, via degli Asili e via delle Sorgenti.

Alle 12.05 si chiudono i lavori del consiglio e si apre la lunga giornata di Alessandro Cosimi: il primo cittadino, molto amareggiato dalla vicenda, convoca con urgenza prima la giunta e poi la conferenza dei capigruppo. Alcuni consiglieri di maggioranza - che avevano sentito il suo sfogo - pensano che possa lasciare. La voce comincia a spargersi in Municipio e nei palazzi della politica. Cosimi non parla e così la tensione sale. Ma in serata il sindaco frena: «Le dimissioni non si annunciano, si danno. E io non l’ho fatto. Se sono amareggiato per ciò che è avvenuto? Sì, profondamente».

Tutto era cominciato in mattinata, con l’irruzione in aula consiliare di un centinaio di persone, giunte per protestare contro la sottrazione di punti, dalla graduatoria Erp provvisoria a quella definitiva, nei confronti delle famiglie che hanno occupato edifici pubblici, nonostante avessero ottenuto le certificazioni dall’Asl. Il sindaco ribadisce come l’amministrazione si sia trovata con le spalle al muro: «Dopo la nota in cui l’Asl ci comunicava che quei certificati non erano validi per l’assegnazione dei punti, non avremmo potuto agire diversamente. Abbiamo dovuto decurtare il punteggio alle famiglie presenti nell’elenco che ci ha fornito l’Azienda, altrimenti avremmo commesso un reato».

Cosimi si infuria quando viene interrotto da un ragazzo che lo accusa di non essersi dedicato a sufficienza alla questione: «Abbiamo fatto sette riunioni con l’Asl», sottolinea il primo cittadino. Poi incontra una rappresentanza delle famiglie, mentre la seduta del consiglio prosegue in un clima surreale. Al suo ritorno nel salone spiega i contenuti del confronto ai consiglieri, rivelando alcuni impegni presi nei confronti delle famiglie occupanti: «Mi è stato detto che i candidati con i punti decurtati sono molti di più rispetto ai sette presenti nell’elenco fornitoci dall’Asl. Per questo valuteremo ogni posizione insieme all’Ufficio Casa. Inoltre, parleremo con il prefetto per chiedere uno spostamento degli sfratti. Infine inseriremo la discussione dei casi di queste famiglie nei percorsi dell’emergenza abitativa».

L’intervento però non basta a evitare la sospensione della seduta del consiglio, visto il ripetersi delle intemperanze di una parte dei presenti. Cosimi, visibilmente provato, rimane seduto al suo posto per alcuni minuti. Accanto a lui restano il vicesindaco Bruno Picchi e il comandante dei vigili Riccardo Pucciarelli. «Troveranno qualcuno più bravo di noi», si fa scappare prima di lasciare l’aula. Il sindaco riunisce subito la giunta: agli assessori confida di essere molto amareggiato. In molti pensano alle sue dimissioni. In Municipio si precipita anche il segretario del Pd Yari De Filicaia. Segno che la situazione è critica.

Ma Cosimi alla fine esce rinfrancato dall’incontro in giunta e dalla conferenza urgente dei capigruppo. «Ho riflettuto molto - racconta in serata - Per me l’interruzione di un consiglio comunale è un fatto drammatico. Mi ero impegnato per creare un ponte con queste persone, credevo ci fossero elementi di comprensione. Amareggiato? Molto, ma era l’intera città a non meritarsi un epilogo del genere».

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