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Livorno

«La Tia sulle barchette? Finirà che la chiederete pure a auto e motorini»

«La Tia sulle barchette? Finirà che la chiederete pure a auto e motorini»

Dopo l’infuocata assemblea al Palazzo del Portuale il tentativo di soluzione politica nel colloquio con l’assessore

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LIVORNO. Il “popolo delle barchette” non alza bandiera bianca di fronte al contrattacco di Aamps che rivendica il proprio buon diritto a riscuotere la Tia anche riguardo ai circoli nautici. Con una montagna di arretrati dal 2008 in poi: talvolta anche superando i 50mila euro, è stato detto nell’assemblea che ha visto nella sala Montecitorio del Palazzo del Portuale gli esponenti dei circoli raggruppati nel Consorzio nautico (più di una sessantina, una galassia di 3mila barche, e le federazioni Fipsas e Arcipesca). In campo anche tre avvocati, di cui due dello studio Canepa con l’avv. Sarita De Luca.

Su un piatto della bilancia c’è l’idea di fare ricorso alla commissione tributaria provinciale, sull’altro c’è il tentativo di trovare una soluzione politica: a quanto risulta da fonti di prima mano, durante la riunione i dirigenti del Consorzio hanno sollecitato telefonicamente il segretario Pd Yari De Filicaia e hanno poi ottenuto un faccia a faccia in Comune con l'assessore all'ambiente Massimo Gulì. Il presidente del Consorzio, Piero Mantellassi, dice che la responsabilità è della politica («sindaco e assessore al bilancio del Comune hanno precise responsabilità sulla vicenda»), anche se «si cerca di scaricare ogni colpa sull’apparato tecnico».

Ma dai vertici del Consorzio si contesta drasticamente non solo la legittimità del fatto che possa essere applicata alle barche la “tassa” rifiuti (e a maggior ragione gli arretrati), ma anche l’atteggiamento della controparte. «Presenteremo querela per essere risarciti per aver subito un danno ingiusto senza giustificato motivo». Non basta: Mantellassi racconta che «ad alcuni presidenti di circoli sono state avanzate pesanti minacce di aggredire il patrimonio personale: “Vi pignoreremo la casa”». Formula ritenuta vessatoria: «Stiamo valutando le condizioni per capire se ricorrono gli estremi per fare denuncia all'autorità giudiziaria».

Non è una novità, questo scontro frontale sul pagamento della Tia da parte delle piccole barche: già nell’agosto di due anni fa era iniziata una guerra fra “popolo delle barchette” e Aamps-Comune. Proprio nel bel mezzo del duello che contrappose i circoli nautici anche alla Regione per il pagamento di un’altra tipologia di tassa, anch’essa con una babele di arretrati: l’extra regionale sulla concessione demaniale.

Ma, al di là della polemica sui modi e sui toni della richiesta di pagamento, Mantellassi va giù duro sul fatto che le piccole barche non possono essere viste come produttori di rifiuti, per i quali l’Aamps «avrebbe predisposto un sistema di raccolta posizionando cassonetti nelle vicinanze delle pertinenze dei circoli». A giudizio di Mantellassi, è «ovviamente una falsità perché non ci può essere produzione di rifiuti da barchette ferme all'ormeggio come non è certo necessario predisporre un sistema di raccolta». A riprova delle proprie ragioni, il numero uno del Consorzio cita l’evidente paradosso del differente trattamento fra chi si muove in barca e chi in auto, grossomodo delle stesse dimensioni: «Se un tizio porta una piccola merenda in macchina, in bici, in moto o con un passeggino, consuma e butta via il rifiuto non accade nulla ed è tutto normale ma se lo dovesse fare su una barchetta, questo è un rifiuto solido e deve pagare la spazzatura».

Per Mantellassi è una «faziosa interpretazione»: e dov’è la necessaità di mettere cassonetti per raccogliere i rifiuti solidi prodotti dalle barchette? «Rimangono ferme all'ormeggio per il 95% dell'anno, senza nessuno a bordo: non ci potrà mai essere produzione di spazzatura».

Non solo: la competenza spetta all’Authority anziché al Comune, e non è vero che l’Authority non si è occupata di questo genere di pulizie, Fossi compresi: era affidato alla Labromare «a partire dal 2002». È un compito che «Aamps non ha mai svolto in precedenza: solo ora si è aggiudicata insieme a Labromare e Lonzi Metalli, la gara per svolgere tale servizio per un lauto compenso di circa 2,9 milioni di euro». Casomai ci fosse da pagare un contributo, dovrebbe chiederlo l’Authority: il Comune cosa vuole?

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