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«Scelta tecnica, i soldi arriveranno»
«È una scelta tecnica e non certo politica. Dopo aver consultato l’avvocatura civica abbiamo capito che non c’erano i margini per costituirci parte civile nel processo e avere un riscontro a livello...
«È una scelta tecnica e non certo politica. Dopo aver consultato l’avvocatura civica abbiamo capito che non c’erano i margini per costituirci parte civile nel processo e avere un riscontro a livello di risarcimento. Anzi, la Grimaldi se fosse venuto fuori che non ne avevamo la titolarità, ci avrebbe potuto chiedere di risarcire le loro spese legali. In ogni caso ai livornesi voglio garantire due cose: continueremo a vigilare sul monitoraggio delle condizioni del mare e abbiamo la garanzia del ministero dell’Ambiente che si è costituito parte civile che in caso di risarcimento i soldi saranno girati al territorio che ha subito i danni». L’assessore all’Ambiente Massimo Gulì replica alle perplessità che avvolge la scelta del Comune di Livorno di restare fuori dal processo sul presunto disastro ambientale legato alla perdita in mare di 198 bidoni tossici. «In questi due anni - va avanti - abbiamo partecipato al tavolo tecnico e vogliamo continuare ad essere parte attiva: seguiamo tutte le indagini e le verifiche. Oltre ad aver intrapreso un percorso con la compagnia Grimaldi per quello che riguarda le analisi sulla presenza di sostanze pericolose in mare. Proprio poco tempo fa ci siamo opposti alla loro richiesta di interrompere in anticipo i campionamenti. Abbiamo risposto che in situazioni simili servono garanzie nel tempo».
In questa direzione va anche il progetto che il Comune vuole lanciare. «Sul nostro sito stiamo lavorando alla creazione di un link dal quale accedere a tutte le informazioni legate ai risultati delle analisi sia sulla costa che in mare».
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