Il Tirreno

Livorno

i papabili che hanno fatto il gran rifiuto

Quanti no alla poltrona di sindaco

Quanti no alla poltrona di sindaco

Dalla De Gregorio a Simoncini: nessuno vuole fare il primo cittadino

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LIVORNO. «Dopo il secondo no eccellente (anzi il terzo) il gioco si sta trasformando nel thriller "Kill the Candidate"...». Su Facebook uno degli iscritti al Pd Sergio Landi, penultimo segretario del Pci in città, la butta lì, tra il serio e il faceto. Ma basta dare un’occhiata all’ultimo anno, agli ultimi mesi, agli ultimi giorni, per trovare una carrellata di papabili candidati a sindaco folgorati, anzi fulminati, sulla via delle primarie del Pd. Tanto che oggi sembra quasi che nessuno voglia fare il candidato a sindaco. Almeno ufficialmente...

Bisogna correre indietro di un anno per ritrovare tra una cronaca e l’altra il nome di Concita De Gregorio. Non era una bufala: una parte del partito, forse anche molti dei possibili alleati del centro sinistra, sognava il ritorno a Livorno dell’editorialista di Repubblica, ex direttore dell’Unità, oggi conduttrice di Pane Quotidiano, su RaiTre. I segretari del Pd livornese, sia Samuele Lippi che Yari De Filicaia, l’avevano contattata a più riprese, senza successo.

Poi è stata la volta di Emanuele Rossi, classe 1958, ordinario di diritto costituzionale, anche lui della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Iscritto all’associazione “IdeaLi”, è stato contattato a più riprese da Marida Bolognesi. In segno, ha sottolineato più volte l’ex parlamentare, di un’apertura alla società civile. Ma anche Rossi ha risposto “no, grazie”.

Si dice che nei mesi passati sia stato corteggiato anche Lorenzo Mannelli, ex presidente del consiglio comunale e segretario regionale della Margherita, oggi stretto collaboratore del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Ma niente. Ufficiale è stata la richiesta del partito a Giuseppe Angella, avvocato esperto di diritto amministrativo, che a inizio gennaio, dopo il pressing, ha declinato l’invito: «Impegni professionali». Quindi il secondo no di peso del 2014: l’assessore regionale al Lavoro, Gianfranco Simoncini, pochi giorni fa si è messo a disposizione della città e del partito, per poi fare dopo poco il passo indietro: «Largo ai giovani», ha detto, dopo aver deciso di restare al fianco si Rossi e dopo non aver trovato, forse, l’accoglienza che si aspettava. Ha sempre detto no il capogruppo in consiglio regionale, Marco Ruggeri. E ora ha ringraziato «ma non posso» lo scienziato Paolo Dario. Ironia della sorte, l’unico che oggi è ufficialmente “a disposizione”, il ricercatore Luca Bussotti, sembra debba faticare per trovare le firme. (j.g.)

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