Il Tirreno

Livorno

La Finanza multa 18 negozi per le irregolarità nei saldi

di Lara Loreti

Per i commercianti sanzioni salate: da cinquecento fino a tremila euro Numerose le segnalazione dei cittadini al 117 della Guardia di finanza

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LIVORNO. Tempo di saldi e... di multe. Prezzi più alti alla cassa di quelli esposti sugli scaffali. Mancata esposizione del cartellino con l’indicazione esatta dello sconto: vetrine che promettono prezzi stracciati, ma senza dettagli. Una serie di irregolarità nei saldi che è stata riscontrata in città dalla Finanza nelle ultime settimane. Conseguenza: una pioggia di multe salate, che vanno da 500 a 3000 euro, contestate ai commercianti. Sono una cinquantina i negozi controllati dalle fiamme gialle e ammontano a 18 quelli multati.

A protestare sono stati i consumatori, stanchi di trovarsi di fronte a sconti poco chiari. Numerose sono state le telefonate arrivate al numero 117 della sala operativa del comando provinciale della guardia di finanza, travolta da una raffica di proteste. I cittadini si sono rivolti alle fiamme gialle segnalando comportamenti a loro avviso non corretti da parte dei negozianti. E in effetti, poi dai successivi controlli fatti in città dai militari, coordinati dal capo ufficio operazioni, Mario De Cunzolo, e dal comandante provinciale, Fabio Massimo Mendella, sono emerse numerose irregolarità da parte di commercianti un po’ in tutti in tutti i settori.

Nel mirino, in particolare, negozi di abbigliamento e di calzature, grandi magazzini, ma anche di articoli per la casa e di cosmesi. In più casi, i finanzieri hanno rilevato che i prezzi applicati alla cassa al momento del pagamento risultavano più alti rispetto a quelli esposti sugli scaffali, il tutto all’insaputa e in danno dei consumatori. Questo tipo di irregolarità è stata riscontrata soprattutto nei negozi di casalinghi. La differenza non era molto elevata, però, applicata su larga scala produceva comunque un danno notevole. Casi del genere sono stati registrati anche in alcuni distributori di benzina dove il prezzo del carburante alla pompa è risultato più alto di quello esposto nel cartellone all’ingresso dell’area.

In altri casi, è stata invece scoperta l’assoluta mancanza del prezzo sulle merci esposte in vetrina, nonostante la presenza di cartelli che promettevano sconti e promozioni.

Molto frequente anche il caso della mancanza, sui singoli articoli, del cartellino che per legge deve riportare il prezzo iniziale, quello finale e la percentuale di sconto.

Il nostro lettore Sandro Lenzi su facebook racconta di aver avuto una disavventura in un esercizio cittadino: «Ho avuto una discussione col gestore di un negozio che ha aumentato il prodotto che volevo comprare nella stessa misura dello sconto: ho documentato la faccenda con un video su telefonino che riportava la data ante e post». Ma quando ha fatto notare la cosa al gestore del negozio - racconta lo stesso Lenzi - ha ricevuto questa risposta: «Certamente è stato un errore perché quella maglia, col coccodrillo, non era venduta con sconto».

La Guardia di finanza invita tutti a segnalare i casi sospetti al numero dell’emergenza, 117, che è attivo 24 ore su 24.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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