«Il Comune sposti a giugno la scadenza della mini-Imu»
L’Asppi chiede al sindaco e agli assessori di seguire la protesta emiliana «No al pagamento entro il 24, mandiamo un segnale politico al governo»
LIVORNO. «Per la vergognosa farsa della mini-imu ci aspettavamo un comportamento più solidale nei confronti dei contribuenti livornesi, proprio quando il governo e la politica romana tentano di far passare il messaggio che loro abbassano le tasse e che saranno invece solo i comuni a decidere se alzarle, spacciando tutto per federalismo...». Così ora l’Asppi (il sindacato dei piccoli proprietari immobiliari) chiede al sindaco e agli assessori di fare come alcuni colleghi dell’Emilia Romagna e deliberare lo slittamento del pagamento della mini-Imu al 16 giugno. Un gesto eclatante, più che altro “politico”, per spingere il governo a rivedere la scadenza.
Il presidente Sirio Grassi ha scritto una lettera aperta ad Alessandro Cosimi e alla giunta. «In Emilia – si legge – sono già molti i comuni, come Ravenna e Rimini, che in segno di protesta hanno deliberato lo slittamento al 16 giugno senza interessi. La stessa Anci dell’Emilia Romagna ha avanzato una proposta al governo perché rinvii il pagamento». Proposta che puntava a colpire semmai il gioco d’azzardo.
La mini-Imu, la rispolverata imposta sulla casa che è pari al 40 per cento della differenza tra l’imposta reale e quella standard, deve essere pagata entro il 24 gennaio. Due giorni fa un gruppo di associati ha fatto irruzione nella sede Asppi dove era in programma una riunione su un’altra imposta, la Iuc. «Erano furiosi per l’Imu – racconta Grassi – e minacciavano lo sciopero fiscale. Dopo oltre un anno di stucchevole discussione sul tassare o meno la prima casa, ora i tempi sono strettissimi. Pensi che uno di loro pagherà 45 euro di imposta e ne ha dovuti versare 52 al commercialista per calcolarla...». Così ecco la lettera.
«Chiediamo di deliberare lo spostamento al 16 giugno – ripete Grassi – quando è previsto l’acconto dell’Imu 2014 sulle case di lusso». «La proroga – ha scritto alla giunta – è possibile perché sancita dal decreto legislativo 446 del 1997, che dà la possibilità alle amministrazioni di differire il pagamento delle entrate tributarie». Vero, ma perché la delibera abbia efficacia serve l’ok del Ministero dell’Economia, visto che la scadenza è stata fissata per legge dello Stato al 24 gennaio.
Il sindaco di Ferrara ha già portato la delibera della protesta in giunta. Ieri, come riportato da Il Sole 24 Ore, il ministero ha però ribadito che la scadenza del 24 è perentoria e ha chiuso la porta alle richieste dell’Anci. Il Comune di Bologna, altro municipio in subbuglio, ha quindi frenato sulla delibera perché «potrebbe essere impugnata dal ministero con relative sanzioni».
Ma l’Asppi chiede di sposare la linea Ferrara. «Prima di tutto – sottolinea Grassi – perché più amministrazioni fanno la richiesta e più la pressione nei confronti del governo aumenta. E poi anche questo è il modo di esprimere il disappunto nei confronti del governo e la solidarietà dell'amministratore locale al contribuente, dicendo che non si vuole solo fare cassa. Si può fare – dice – basta volerlo». (j.g.)
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