Il Tirreno

Livorno

Scova su internet la tavola da kite rubata

di Giorgio Carlini
Scova su internet la tavola da kite rubata

Vittima del furto un surfista livornese. Le forze dell’ordine bloccano i responsabili durante il finto scambio al distributore

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LIVORNO. «Vendo stupenda tavola da kitesurf al prezzo di 450 euro». Grande deve essere stata la sorpresa per il livornese di 43 anni che si è imbattuto nell’annuncio su un noto sito di compravendita on-line: non tanto per l’occasione in sé, quanto perché, nel vedere l’immagine dell’oggetto, lo sportivo ha riconosciuto la stessa tavola che gli era stata rubata poche settimane prima.

Il ritrovamento della “refurtiva” su internet ha fatto sì che l’attenzione dalla Procura della Repubblica di Livorno si concentrasse sui venditori on-line. Le successive indagini “da film” hanno portato alla denuncia di quattro persone residenti a Pisa per ricettazione (due sono accusate anche di tentata estorsione).

Come riportato dal comunicato della squadra mobile della Questura, il livornese aveva subìto il furto della tavola nel settembre 2013, mentre si trovava al Circolo Windsurf di Calambrone.

Da lì a poco la vittima aveva ricevuto una telefonata da parte di un utente anonimo (sull’oggetto l’uomo aveva scritto il proprio nome, cognome e numero di telefono). La voce dall’altra parte della cornetta spiegava alla vittima che, per riavere la propria tavola, avrebbe dovuto pagare 400 euro. I contatti diretti si interrompevano qui.

L’appassionato di kite, però, pochi giorni dopo individuava una foto di un oggetto identico su internet, precisamente su un portale dedicato alla compravendita online. Descrizione del prodotto: «Stupenda tavola da kitesurf». Prezzo: 450 euro.

Avendo intuito il raggiro, il kitesurfer contattava prima via internet e poi telefonicamente il venditore, e nel contempo sporgeva la denuncia-querela presso la squadra mobile.

Nel successivo contatto con l’utente conosciuto sul sito, l’uomo chiedeva di poter “toccare con mano” la tavola per acquistarla (ottenendo anche una riduzione del prezzo: da 450 a 390 euro).

L’appuntamento veniva fissato al distributore “Q8” di Livorno, sulla variante Aurelia (lato monte).

Sul posto, per non destare sospetti, le forze dell’ordine si fingevano clienti intenti a rifornire di carburante i propri mezzi (alcuni simulavano inoltre un guasto alla vettura nel piazzale del distributore).

Nel frattempo il venditore si presentava in compagnia di una seconda persona; dopo aver estratto la tavola da kitesurf dall’auto, i due la consegnavano a colui che, di fatto, ne era il legittimo proprietario. Il livornese riconosceva subito il bene di sua proprietà, e estraeva il denaro simulando il pagamento.

A quel punto, il personale della squadra mobile entrava in azione bloccando la coppia di uomini, identificati in B.G. di 42 anni e T.A. di 39, entrambi con precedenti e residenti nel comune di Pisa.

I due ammettevano subito le loro responsabilità nella ricettazione della tavola, e il secondo confessava anche di essere l’autore della tentata estorsione telefonica.

Le indagini approfondite permettevano poi di risalire a due ulteriori complici, anche loro residenti a Pisa: M.D. (38 anni, incensurato) e P.F. (55 anni, con precedenti) deferiti all’Autorità giudiziaria, in stato di libertà, per il reato di ricettazione in concorso (M.D. anche per il reato di tentata estorsione in concorso con T.A.).

I successivi rilievi sulla tavola da kitesurf, da parte della polizia scientifica di Livorno, evidenziavano come dall’oggetto fossero stati cancellati i dati identificativi dello sportivo livornese. Dopo gli accertamenti, le forze dell’ordine consegnavano la tavola da kite al legittimo proprietario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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