Italia
Porta a Mare: strade intitolate a Coccioli, De Angelis e Martigli
LIVORNO. Dimmi dove vivi e ti dirò chi sei: potremmo forse ribattezzare così un noto proverbio e piegarlo allo scopo di fare luce sulle quattro nuove intitolazioni stradali del complesso della Porta...
LIVORNO. Dimmi dove vivi e ti dirò chi sei: potremmo forse ribattezzare così un noto proverbio e piegarlo allo scopo di fare luce sulle quattro nuove intitolazioni stradali del complesso della Porta a mare.
Lasciandosi alle spalle l'esperienza pilatesca della toponomastica in odor di geografia (tipica, ad esempio, di Coteto e della Scopaia) il Comune ha presentato alla città quattro scelte significative e per niente anonime: si parte da via Primo Levi, alla quale si accede da piazza Luigi Orlando, per poi arrivare lungo piazza Mazzini a via Walter Martigli e giungere a via Carlo Coccioli, passando tra l'edificio ottocentesco del vecchio cantiere e quello nuovissimo dei fondi commerciali per via Vitaliano De Angelis.
Peccato che per tanti livornesi, questi nomi saranno quasi sconosciuti – con la sola eccezione, forse, del grandissimo Primo Levi – nonostante tre di essi siano livornesi doc.
Stiamo parlando, tanto per fare un esempio, del fiorentino di nascita e livornese d'adozione Vitaliano De Angelis, lo “scultore gentile” del “manierismo toscano” (come lo definisce l'amico Nicola Micieli), padre di alcune delle sculture incastonate tra gli spazi della nostra città.
Stiamo parlando, tanto per citarne un altro, della figura di Walter Martigli, l'architetto di professione e musicista per passione famoso per aver ricostruito il nostro amato faro (ma in quanti saprebbero dire, ad esempio, della sua lettera a Papa Giovanni Paolo II in cui criticò la formulazione del “Padre nostro”?).
Stiamo parlando, ed è il terzo caso di livornese nella nostra lista, dello scrittore Carlo Coccioli, il “grande minore del nostro Novecento”: medaglia d'argento al valor militare per la guerra partigiana, autore famosissimo in area francese e spagnola e pressoché dimenticato dalla sua amata Livorno.
Ecco perché l'intitolazione di una strada – seppur tardiva – può avere una grande importanza: «E' un processo d'identità” spiega l'assessore Mario Tredici, che nella giunta di Palazzo civico ha la delega alle culture: «Leggendo la toponomastica di Livorno – tiene a sottolineare – emerge subito il suo carattere risorgimentale, antifascista, un po' brontolone, rispettoso della sostanza ma creativo e libertario».
Ecco il senso di quattro nomi importanti del passato svettanti in un luogo in costruzione: «I livornesi di oggi non solo ricordino i livornesi “che fecero” – continua Tredici – ma “facciano” essi in prima persona. Oggi più che mai ce n'è un grande bisogno».
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