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Livorno

AL GOLDONI

Pirandello e una donna per il gioco perverso delle mille identità

LIVORNO. Mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, alle ore 21 al Teatro Goldoni nuovo atteso appuntamento della stagione di prosa : lo spettacolo è “Come tu mi vuoi”di Luigi Pirandello, interpretato da...

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LIVORNO. Mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, alle ore 21 al Teatro Goldoni nuovo atteso appuntamento della stagione di prosa : lo spettacolo è “Come tu mi vuoi”di Luigi Pirandello, interpretato da Lucrezia Lante della Rovere.

Al centro di quest' opera, come in tutte quelle di Pirandello, c'è sempre questa ricerca spasmodica dell'identità. La ricerca della propria identità è un tema molto legato a questo periodo storico, dove la ricerca non avviene dentro, ma fuori, nel riflesso degli occhi dell'altro. Pian piano si diventa quel riflesso, che ci allontana sempre di più dal proprio sé, si diventa altro da sé, si diventa quello che gli altri hanno deciso: "Non ci sono prove contrarie che tengono quando si vuol credere in quello che si vuol credere". Così parte questo gioco al massacro da parte della protagonista che è pronta ad essere "Come tu mi vuoi" ma con autenticità, con verità.

Raccontare tutto questo con il teatro, dove la verità non esiste ma dove tutto deve essere estremamente autentico, per poter far risuonare lo scricchiolio dell'anima dei personaggi.

«La mia lettura - spiega il regista Francesco Zecca - si fonda esattamente su questa ricerca delirante dell'autenticità, che per poterla trovare bisognerà perdersi nei tunnel oscuri della memoria. La memoria del sentire e non quella dei fatti, delle prove. L'Ignota nel suo tentativo di essere "come tu mi vuoi" prova a cercare la propria identità nella logica razionale, ma non trova nulla, perchè non riesce a fingere al suo sentire; così porta al rovesciamento del reale all'irreale facendo cadere tutti nel burrone della follia. Solo tra le pieghe della follia che si riesce a sentire un lontano odore di autenticità.

Scritta per Marta Abba, “Come tu mi vuoi” è la sola commedia di Pirandello ambientata almeno parzialmente fuori d'Italia - il prim'atto si svolge infatti a Berlino, e nella Berlino degli ultimi anni venti, quella dei cabaret di Grosz e Kurt Weill, dove il drammaturgo soggiornò a lungo. Qui la protagonista, una donna che l'autore chiama l'Ignota, balla e intrattiene i clienti in un locale equivoco, ma in realtà è mantenuta da un ricco e vizioso scrittore che la soffoca con le sue ossessioni. L'occasione per sfuggire a costui e alle ambigue profferte delle giovane figlia di costui, anch'essa innamorata di lei, si presenta all'Ignota quando uno sconosciuto, un italiano, riconosce o crede di riconoscere nella donna la moglie di un suo amico, scomparsa dieci anni prima durante la Grande Guerra, quando le truppe austrogermaniche invasero il paesino friulano dove la coppia abitava, saccheggiando la loro casa... Ispirata dal caso Canella-Bruneri che furoreggiava al tempo in cui la commedia fu scritta, “Come tu mi vuoi” ha una struttura molto compatta, composta com'è da questo antefatto torbido e misterioso - l'azione si risolve addirittura con un colpo di rivoltella - e poi da una lunga conclusione, ovvero il secondo e il terz'atto che si svolgono senza soluzione di continuità, alcuni mesi dopo, in una villa friulana. Qui si cerca di stabilire definitivamente l'identità dell'Ignota mediante una sorta di processo familiare non privo di colpi di scena. Secondo il suo solito, Pirandello lascia che le cose si chiariscano gradualmente, tenendo lo spettatore il più possibile all'oscuro di quello che veramente accade e poi da ultimo sorprendendolo con un finale ambiguo, che ribadisce l'impossibilità di raggiungere una verità che valga per tutti. Giovedì 16 gennaio alle ore 18.30. alla Sala Mascagni incontro dei protagonisti con il pubblico, conduce la giornalista Maria Antonietta Schiavina.

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