Italia
Il Comitato al tribunale «Basta misure cautelari»
LIVORNO. Il Comitato di solidarietà contro il tribunale per il trattamento dei 22 imputati per l’assalto alla Prefettura, in particolare nei confronti dei cinque su cui ancora pende una misura...
LIVORNO. Il Comitato di solidarietà contro il tribunale per il trattamento dei 22 imputati per l’assalto alla Prefettura, in particolare nei confronti dei cinque su cui ancora pende una misura cautelare.
«Più volte - spiega la portavoce - i loro avvocati hanno chiesto che fosse tolto l’obbligo di firma al quale sono ancora sottoposti. Ma nonostante le richieste il giudice ha sempre respinto l’istanza. A distanza di undici mesi dall’ordinanza chiediamo la sospensione. Anche perché si tratta di ragazzi che studiano e devono andare all’università, oppure di lavoratori che si spostano. Avere questo obbliga ne limita molto le capacità. L’unica eccezione che è stata fatta nell’ultimo anno è stata quella di dare l’ok per un per messo vacanza».
In vista dell'udienza di domani, Il Comitato “Livorno non si piega” ieri mattina ha organizzato un incontro davanti al Comune preceduto dall’assemblea pubblica svoltasi domenica scorsa all’ex Caserma occupata.
«L’obiettivo - si legge nel comunicato - è esprimere concreta solidarietà alle 22 persone che sono sotto processo e riportare attenzione sulla manovra repressiva che ha avuto origine dalle manifestazioni del 30 novembre,1 e 2 dicembre 2012».
Quel giorno l’ex Caserma occupata organizzò una manifestazione non autorizzata che si concluse con il co siddetto assalto alla Prefettura. «Sono stati due minuti di dissidi ai quali molti degli imputati non hanno nemmeno partecipato».
La ricostruzione dei giorni precedenti è molto diversa dai capi d’imputazione contestati dal pubblico ministero –Luca Masini. «In quell'occasione l'espressione del dissenso e la libertà di manifestazione furono duramente contrastate, con forme di repressione fisica inaccettabili ben evidenti nelle aggressioni e nelle cariche poliziesche effettuate il 30 novembre alla Stazione marittima e il 1 dicembre in Piazza Cavour. La risposta cittadina a queste violenze portò il 2 dicembre la protesta sotto la Prefettura con una manifestazione partecipatissima. La volontà di affermare la libertà di espressione e manifestazione è stata duramente colpita dalla magistratura con una serie di denunce e provvedimenti restrittivi della libertà personale».
Il Comitato “Livorno non si piega”, costituitosi all'inizio del 2013, ha visto l'adesione di numerosi cittadini, organizzazioni e strutture politiche, sindacati, realtà sociali e culturali esercitando una presenza costante in città per sostenere con attiva solidarietà quanti sono stati colpiti dalla repressione e per esercitare azione di controinformazione sulle manifestazioni svoltesi in quelle giornate.
In questo senso è da intendere anche il presidio convocato per il giorno 8 gennaio.
Il Comitato “Livorno non si piega” «invita ad un'ampia partecipazione all'iniziativa e rinnova l'invito a sottoscrivere l'appello di solidarietà, che ha già raccolto centinaia di firme».
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