Italia
DICIAMO NO A UN’ALLEANZA SOLO ELETTORALE
di MARCO RISTORI* È iniziato a pochi mesi dalle elezioni il nuovo tormentone delle coalizioni per le prossime elezioni amministrative: altolà, distinguo, condizioni, programmi calati dall'alto, uniti...
di MARCO RISTORI*
È iniziato a pochi mesi dalle elezioni il nuovo tormentone delle coalizioni per le prossime elezioni amministrative: altolà, distinguo, condizioni, programmi calati dall'alto, uniti sì, uniti no sono le parole d'ordine.
Livorno Democratica è aperta a tutto e al confronto con tutti, ma apparentemente nessuno si chiede cosa vogliono veramente gli elettori: un rinnovamento. Ma non quello finto, gattopardesco, del cambiare tutto per non cambiare nulla. Non ci convince chi vuol cambiare tutto. Eppure la domanda di rinnovamento espressa dai cittadini non è un messaggio che riguarda una sola parte della politica: investe tutti.
C'è una difficoltà nella sinistra a capire cosa è avvenuto negli ultimi vent'anni: da un lato l'invenzione berlusconiana della politica come marketing; dall'altro il bisogno delle persone di uscire dalle logiche delle consorterie, delle clientele. Ci sono forme di consenso sociale che si stanno sgretolando sotto i colpi della crisi, che crea nuovi bisogni e dà voce a nuove rappresentanze che quei bisogni cercano di intercettare.
Dobbiamo uscire dalla logica di chi soffoca il merito a danno dell'individuo e dell'iniziativa culturale, economica, sociale per omologare ogni cosa nel grigiore dei riti delle sacrestie della politica.
La crisi della città e in particolare la mancanza di lavoro non si risolve con i posti all'interno delle partecipate, del Comune o dell'Asl. Serve più iniziativa privata, quindi occorrono degli strumenti urbanistici aggiornati. Serve il Piano strutturale e quindi serve che il consiglio comunale si esprima sull'adozione della proposta di piano.
Serve che l'imposizione fiscale sulle aree produttive diminuisca, che si semplifichino per quanto possibile a livello locale le pratiche amministrative per le imprese.
Al contrario leggiamo di richieste di blocco del Piano strutturale, di ritorno indietro su decisioni già prese sul nuovo ospedale. E il termovalorizzatore di ambito che fine ha fatto visto che era stato posto al centro di una conferenza programmatica cittadina?
E al tempo stesso leggiamo di alleanze. Ma su quali contenuti? Si rimanda tutto a dopo le elezioni? Difficile pensare di esportare modelli politici dal centro alla periferia. Specialmente quando in periferia le forze che dovrebbero incarnare quel modello sono forze scoordinate tra loro. È sufficiente osservare le votazioni sugli atti deliberativi in consiglio comunale negli ultimi due anni per comprendere quanta contraddizione ci sia tra centro e periferia su quel modello politico di Toscana Democratica.
Non servono cartelli elettoralistici che hanno già manifestato tutta la loro litigiosità. Serve una alleanza con la città, con i cittadini, su programmi precisi per lo sviluppo e con una classe dirigente che sappia assumersi le responsabilità di governo e sappia sostenere lo sviluppo. Uno sviluppo sociale, culturale economico che va preparato oggi, però, non rimandato a domani.
. *portavoce
Livorno Democratica
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