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Livorno

«Per difendermi prenderò il porto d’armi»

«Per difendermi prenderò il porto d’armi»

La testimonianza di Andrea Pucci, titolare del Q8 di Antignano: abbiamo paura nessuno ci protegge

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LIVORNO. «Lo so che è brutto dirlo: ma tra qualche giorno mi presenterò in questura per chiedere la licenza del porto d’armi. Così la scorta me la faccio da solo. Sì, perché visto che nessuno mi protegge, lo farò per conto mio. Soprattutto quando chiudo il distributore la domenica e vado a casa con mia moglie e partiamo con noi parte dell’incasso ho paura, mi sento indifeso e visto che tra 4 anni potrò andare in pensione vorrei arrivarci sano e salvo».

Andrea Pucci, 56 anni e 42 di contributi, è il titolare del distributore di benzina Q8 di Antignano. E come i suoi colleghi si sente «disarmato contro le violenze che subiamo quotidianamente». «Lei pensi - racconta - che su ogni litro di benzina noi distributori abbiamo una percentuale di dieci millesimi, in compenso ogni giorno rischiamo grosso. La settima scorsa, ad esempio, hanno rubato dall’accettatore 1500 euro. Quest’estate invece, mi hanno sfondato a picconate la vetrina portando via 2mila euro tra merce e soldi. Di tutti i furti ho i filmati e posso dire con una certa sicurezza che non si tratta di ladri italiani. Le racconto un aneddoto che rende l’idea. Prima del furto che abbiamo subito a luglio, è venuto un cliente e ha chiesto un deodorante particolare che teniamo non proprio in evidenza. Guardando poi le immagini del furto abbiamo notato che uno dei ladri prima di uscire è andato dritto a prendere proprio quel prodotto. Penserò male, ma sono certo che la prima volta abbia fatto una specie di sopralluogo per pianificare il colpo».

Il problema, ovviamente, sta nella sicurezza. «Capisco che è difficile coprire tutta la città, ma se una volante è a Stagno e il furto è qui, impiega un quarto d’ora per arrivare mentre i ladri in due minuti riescono portare a termine il colpo». Ma l’episodio che forse ha scosso di più Pucci risale al 27 luglio scorso. «Eravamo con alcuni amici a pranzo dietro al distributore, sono arrivati 9 ragazzi sono scesi e hanno iniziato ad accendere l’accendino vicino ai contenitori della benzina. Ho detto: “Teste di c... così saltiamo tutti in aria”. Mi hanno massacrato di botte e mi sono svegliato in ospedale».

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