Il presidio
I dipendenti del Caprilli «Un posto nelle partecipate»
Con l’entrata in vigore della nuova legge di stabilità, c’è l’ok alla mobilità dentro le società pubbliche. Ma i tempi stringono: il 20 scatta il licenziamento
LIVORNO. La partita del Caprilli sembrava destinata a chiudersi entro il 31 dicembre 2013, ma la soluzione dell'intricata vicenda pare allontanarsi. Il termine ultimo, individuato dall'amministrazione e dal liquidatore della Labronica Corse nel 20 gennaio prossimo, potrebbe tornare in discussione. O almeno, è quello che si augurano i lavoratori dell'ippodromo.
La nuova legge di stabilità, infatti, contiene una norma che permette la mobilità tra società partecipate. Uno scenario impensabile fino a poche settimane fa, al quale ora i dipendenti della Labronica si aggrappano con forza.
La legge. I commi 563 - 569 introducono l'istituto della mobilità, tra società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni, cui si deve ricorrere prima di avviare procedure di reclutamento di personale dall'esterno. Le società, sulla base di un accordo, possono realizzare processi di mobilità di personale in base al proprio fabbisogno.
L'amministrazione. Il 23 dicembre scorso una lettera del sindaco Cosimi (assente per impegni istituzionali) informò il consiglio comunale che «aspetti fondamentali della questione ippodromo erano correlati alla legge di stabilità», allora in corso di approvazione. Una strada che l'amministrazione considerava un "piano B" per i lavoratori della Labronica, in alternativa alle soluzioni di Alfea, golf a Banditella e parco della Ceschina. «La mobilità - affermò l'assessore Bernardo - sarà impossibile per tutti i dipendenti. Potrà aprirsi uno spiraglio per le cinque unità dirette alla Ceschina, che non avrebbero un contratto a tempo indeterminato».
Il rilancio dei lavoratori. Ieri i lavoratori hanno fatto capire che quella della mobilità tra partecipate è l'ipotesi sulla quale ripongono le maggiori speranze.
«All'amministrazione - spiega Gabriele Vittori, uno dei portavoce - chiediamo di far sapere con chiarezza come intende comportarsi di fronte a un istituto previsto dalla legge». Poi precisa: «La nostra priorità sarà sempre l'ippodromo. Non scartiamo neanche le altre piste. Ma se ora la mobilità è un diritto stabilito dalla legge, non vediamo perché non ne dovremmo usufruire al pari degli altri. Se nel frattempo andranno in porto altre soluzioni - dicono in coro i dipendenti - saremo pronti a coglierle, ma nelle liste di mobilità dobbiamo entrarci tutti».
La scadenza del 20 gennaio, termine entro il quale deve essere ufficializzato il licenziamento collettivo dalla Labronica, rappresenta però un ostacolo quasi insormontabile.
«Per questo - aggiunge Gabriele - riteniamo che la priorità sia far slittare la scadenza, al fine di vagliare con calma il nuovo scenario». «In passato - ricorda Paolo De Santi - il passaggio tra partecipate fu impossibile. Oggi lo strumento c'è. Serve però la volontà di usarlo. Non voltiamo le spalle alle altre possibilità, ma le trattative non stanno portando condizioni contrattuali dignitose. L'offerta del golf a 860 euro mensili è inaccettabile».
Commissione ad hoc. I consiglieri comunali presenti all’incontro hanno espresso la volontà di approfondire la questione della mobilità aprendo alla possibilità di un rinvio del 20 gennaio. Ma sottolineando alcune perplessità su uno strumento che ai più è apparso piuttosto come un modo per ridimensionare il personale delle partecipate. E non il contrario.
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