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Livorno

«Serve discontinuità, nessun assessore candidato a sindaco»

«Serve discontinuità, nessun assessore candidato a sindaco»

Silvestri (ex sfidante renziano di De Filicaia): "no a nomi ombrello”. Mercoledì il sindaco in direzione. Le primarie potrebbero slittare

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LIVORNO. «Se si parla di discontinuità, bisogna dire no alla candidatura a sindaco di persone che sono già nell’amministrazione». Dall’altra parte della cornetta c’è Alberto Silvestri, che all’ultimo congresso ha sfidato Yari De Filicaia per la guida del Pd cittadino.

Oggi il fronte che lo ha sostenuto a quel congresso (i renziani della “prima ora” e il mondo vicino all’associazione Ideali, che vede tra i fondatori Marida Bolognesi) ha di fatto il 37% dell’assemblea comunale, che insieme alla direzione discuterà programmi, alleanze e candidature a sindaco. Se le primarie per decidere il candidato saranno di coalizione (De Filicaia conferma di lavorare in questa direzione: oggi e domani incontrerà Sel, Idv e associazioni per poi riferire in direzione), per partecipare serviranno oltre 500 firme tra gli iscritti o il 35% dell’assemblea. Numeri che ha in mano il fronte che ha sostenuto Silvestri, che potrebbe quindi lavorare a una candidatura alternativa a quella che si sta facendo strada tra i vertici: l’avvocato Giuseppe Angella, che non è iscritto al Pd e che secondo chi lo sponsorizza a Firenze e in via Donnini potrebbe prendere da subito in mano macchina amministrativa e partite urbanistiche.

«Serve una rottura netta col passato, dal punto di vista amministrativo e politico – interviene Silvestri – dobbiamo avere il coraggio di esprimere un giudizio sugli ultimi dieci anni e cambiare il modo di fare politica e le persone». Se la proposta che arriverà andrà in questa direzione, dice che in passato aveva già fatto al congresso, ci sarà lo spazio per una candidatura unica, altrimenti «non siamo disposti a discutere una candidatura che serva da ombrello: no a persone di facciata che servano a lasciare tutto com’è e a far conservare a qualcuno il proprio posto».

Negli ultimi tempi è circolata a più riprese l’ipotesi che a scendere in campo potrebbe essere proprio l’ex parlamentare Bolognesi («sono convinta che il nome che verrà fuori sarà il suo, come un film già visto!», scriveva due giorni fa su Fb la segretaria di Shangai, Simonetta Pampaloni). Va detto, però, che anche nel mondo più vicino alla Bolognesi ci sono sfumature diverse: c’è chi spinge per una sua candidatura e chi appoggerebbe anche un nome come quello di Angella. Lei sembra aspettare di capire proprio il peso della proposta Angella, che per ora resta un’ipotesi: alla fine potrebbe scendere in campo o fare da kingmaker.

Forse ci sarà anche più tempo del previsto per decidere, visto che le primarie del 23 febbraio potrebbero slittare di un mese, causa congressi regionali.

«Stiamo aspettando di capire in che direzione si vuole andare – riprende Silvestri – quello che conta è che ci sia una frattura netta col passato. Se non sarà così rifletteremo: non è una minaccia, ma un’attenzione al messaggio che gli elettori ci hanno inviato con le primarie». Quindi «no a persone che sono già nell'amministrazione» e più in generale «a volti che negli ultimi dieci anni hanno avuto incarichi di primo piano, politici e amministrativi. Nemmeno io – sorride – andrei bene...». In quest’ottica Bolognesi sarebbe candidabile? «Allo stato delle cose – taglia corto Silvestri – questa ipotesi non è sul piatto». «Valuteremo tutti insieme, col gruppo che mi ha sostenuto – riprende – il percorso da seguire». In ogni caso, «prima i progetti, poi le persone: Livorno non può più stare chiusa nel suo fortino, deve aprirsi, collaborare con i territori vicini. Insomma, prima di fare nomi capiamo cosa vogliamo fare da grandi». Partendo dal giudizio sull’amministrazione Cosimi: la giunta dovrebbe raggiungere la direzione l’8 gennaio per il resoconto di mandato. «Diremo la nostra – anticipa Silvestri – saremo sinceri, il giudizio su quanto fatto è negativo, per quanto mi riguarda l'ho già detto in tutte le assemblee e al congresso». (j.g.)

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