Il Tirreno

Livorno

I capigruppo devono restituire i soldi

Sono circa 15mila euro (in totale) percepiti tra il 2009 e il 2010 nelle conferenze

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LIVORNO. I nove consiglieri che rappresentano le forze politiche presenti in consiglio comunale dovranno restituire i gettoni della conferenza dei capigruppo presi tra il 2009 e il 2010. «Dopo la sentenza della Corte dei conti del dicembre 2009 – spiega il presidente del consiglio, Enrico Bianchi – è vietato il gettone di presenza alla conferenza dei capigruppo. Da noi si parla di circa 15mila euro lordi in totale da restituire, da dividere tra tutti i capigruppo in base alle presenze e, ovviamente, ai gettoni percepiti».

«La cifra –spiega il presidente – si è accumulata in quei 5-6 mesi dove abbiamo cercato di adeguarci. All’inizio ho trovato un po’di resistenza da parte di consiglieri, poi gli interessati hanno capito che era meglio adeguarci subito e rinunciare al gettone nella conferenza dei capigruppo, piuttosto che dover restituire una cifra enorme dopo».

La conferenza dei capigruppo si riunisce per stabilire gli ordini del giorno del consiglio o per discutere questioni urgenti con il sindaco e gli assessori. La Corte dei conti ha stabilito che questa attività (più che altro di programmazione) non è assimilabile a una normale commissione, dove il lavoro prevede funzioni consultive, istruttorie, di studio e di proposta.

«In fondo – continua Bianchi – dividendo la cifra per i nove capigruppo, non viene una grande somma a testa. Se gli interessati sono d’accordo? Ripeto, all’inizio hanno avuto da ridire, ma adesso hanno capito, anche perché non si può fare altrimenti. In ogni caso – conclude – noi rispetto ad altre realtà siamo messi meglio, perché ci siamo adeguati quasi subito».

Dall’altra parte della cornetta molti dei capigruppo interessati rispondono che restituiranno subito la somma. «Certo che ridaremo i gettoni – interviene Lamberto Giannini (Sel) – ma vorrei precisare che nessuno aveva chiesto niente: quesi soldi, che non solo chissà quali cifre, ci sono stati dati e di solito chi sbaglia – lancia la frecciata ai vertici della macchina amministrativa – paga...». (m.d.)

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