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Gli scatti di Bizzi per 12 mesi di solidarietà
Livorno 2014: l’almanacco dei volontari della Ronda della Carità della parrocchia di S. Giovanni Bosco
LIVORNO. Il nuovo anno si avvicina ed il Natale è ormai alle porte: quale occasione migliore per realizzare un calendario e distribuirlo per dare un aiuto a chi è meno fortunato?
I volontari della Ronda della carità (l’associazione nata a fine '97 nella Parrocchia di San Giovanni Bosco di Coteto che settimanalmente distribuisce pasti caldi nei luoghi più difficili della città), la presidente del Banco di Sardegna- nonché dello stesso comitato promotore del calendario- Stefanina Podda e il direttore della Fondazione Goldoni Marco Bertini lo hanno presentato ufficialmente alla città nel pomeriggio di mercoledì: dodici foto del livornese Augusto Bizzi che colgono lo spirito della condivisione e della solidarietà mediante la rappresentazione della livornesità doc, attraverso luoghi caratteristici e suggestivi, reali e metaforici.
In copertina campeggia la citazione del poeta e cantautore Piero Ciampi dalla sua suggestiva “Livorno”, citazione che evoca e celebra l'incontro come luogo prescelto per la crescita umana e spirituale dell’individuo: “La sera è già calata/comincio a camminare/sperando d'incontrare/qualcuna come te”.
«La diversità è essenziale per riscoprire l'umanità che è in noi – spiega il direttore Bertini – I “diversi” che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita mi hanno arricchito insegnandomi che il diverso ero io».
L'idea è nata per caso una sera in cui Stefanina Podda si è trovata ad aspettare un treno alla stazione e ha visto i volontari della Ronda in azione: «Ho scoperto una realtà bellissima – dice – e mi sono chiesta: come posso dare il mio contributo?». Contributo che è arrivato anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Goldoni e che rappresenta un piccolo grande aiuto.
«Grazie al passaparola la ronda si è aperta anche alle altre parrocchie e ai semplici cittadini, diventando patrimonio della città – spiega il volontario Rocco Moschella – Siamo ormai un centinaio di persone, con 170 famiglie che contribuiscono alla preparazione del cibo. Purtroppo- continua- sono aumentati anche i fruitori del nostro servizio: a volte ci troviamo ad assistere anche 100 persone a sera».
Maria Giorgia Corolini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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