Dalla parte dei senza lavoro Finalmente aiuti agli over 50
Ma inizialmente al bando della Provincia non hanno risposto in molti Più che un corso, è una strategia in 3 tappe per riprogettarsi come lavoratore
LIVORNO. Stavolta finisce sotto i riflettori (finalmente) la difficoltà che ha a ritrovare una occupazione chi il lavoro l'ha perso da anni ed è costretto a sbarcare il lunario alla meno peggio: soprattutto se ha più di cinquant'anni (o più di 35 se donna), soprattutto se ha alle spalle un lunghissimo periodo di mobilità o cassa integrazione a zero ore (almeno tre anni dall’inizio del 2008, da ridurre a due per gli over 50). È il bando anti-crisi della Provincia – esperienza-pilota presumibilmente da ripetere – che mette sul tavolo un milione e mezzo di euro in arrivo da Fondo sociale europeo per aiutare i senza lavoro di lunga data a riallacciare i ponti con l'occupazione. Con tutte le difficoltà del caso: 1) si tratta di una strategia innovativa e gli ultracinquantenni pensano a sé stessi come a manodopera condannata a restare fuori dal mercato del lavoro se il tuo l'hai perso; 2) effettivamente le aziende non fanno mistero di guardare con scarsissimo interesse a questa fascia di lavoratori, e ancor di più in questa fase di crisi senza fine.
È vero che il bando metteva come scadenza la metà di novembre ma, a quanto è dato sapere, solo una parte dei 450 posti disponibili è stata coperta. E non perché non vi siano persone in difficoltà sotto il profilo occupazionale: basti dire che nella nostra provincia si contano oltre 40mila iscritti ai Centro Impiego. Probabile che tutto dipenda dal senso di isolamento (e auto-isolamento) di tanti over 50 alle prese con la loro disperazione personale, dalla frammentazione sociale e dalla difficoltà di trovare canali di comunicazione con questa galassia umana. Fatto sta che, per utilizzare i numerosi posti rimasti disponibili dopo la fase delle candidature volontarie, ci si è affidati alla rete dei contatti dei Centri Impiego con il mondo di cassintegrazione, mobilità, precarietà.
È un mare magnum di posizioni individuali, di destini singoli, di problemi personali: resta da capire se basterà tutto questo scouting dettagliato a coprire per intero i posti con le graduatorie che saranno pubblicate a gennaio o se ci saranno ulteriori spazi.
Va detto che questa opportunità – ed è una novità interessante – riguarda anche 50 ex lavoratori autonomi o piccoli imprenditori, insomma il “popolo delle partite Iva”, che per colpa della crisi abbiano chiuso (o iniziato le procedure per farlo) dal 31 dicembre di due anni fa.
A gestire l’operazione per conto della Provincia è un pool di imprese (capofila Adecco con Sfera srl, Progetto Ambiente, Centro Studi Aziendali srl, Ifoter, Imoter Toscana Coop e Conform (Camera di Commercio).
Più che un corso è un percorso. In tre tappe. La prima: di fronte al disorientamento di chi da anni è fuori dal lavoro, prima di tutto c’è da ricostruire (con l’aiuto di operatori) l’identikit di quel che ognuno sa fare, magari anche solo nel tempo libero: con l’obiettivo di reindirizzare le proprie energie. La seconda: una formazione trasversale per migliorare le capacità di base. La terza: l’aiuto di un tutor per “reimparare” a scandagliare le opportunità di lavoro cercando aziende e interlocutori.
«Questa crisi ci mostra in modo lampante una cosa: nel mercato del lavoro – afferma l’assessore provinciale Ringo Anselmi, che nella squadra di Kutufà a Palazzo Granducale si occupa di lavoro e formazione professionale – la domanda e l’offerta non si incontrano spontaneamente come se bastasse stare alla finestra a vedere come si incrociano».
Al contrario, secondo l’assessore c’è bisogno di mettere in campo «politiche attive che favoriscano questo incontro»: anche perché dietro il modo virtuoso con cui l’offerta e la domanda di lavoro si intrecciano non ci sono le statistiche bensì le parabole esistenziali di persone, di famiglie, di intere collettività. «Ed è proprio a questo – aggiunge – che guardano gli strumenti del Fondo sociale europeo attraverso quanto previsto dai vari assi».
Mauro Zucchelli
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