Il Tirreno

Livorno

fondo sociale europeo e formazione

Simoncini: «Bruxelles ritarda sopperiremo con 80 milioni»

LIVORNO. I regolamenti della Comunità europea per il Fondo sociale arriveranno alla metà del 2014, facendo slittare l’erogazione del denaro da impiegare per la formazione nei singoli stati. «La...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I regolamenti della Comunità europea per il Fondo sociale arriveranno alla metà del 2014, facendo slittare l’erogazione del denaro da impiegare per la formazione nei singoli stati. «La Regione Toscana ha però stanziato 80 milioni di euro per garantire l’attività fin dall’inzio dell’anno», spiega l’assessore regionale alla formazione e al lavoro Gianfranco Simoncini a margine dell’incontro annuale alla Camera di Commercio sul Fondo sociale europeo con gli operatori della formazione professionale di tutta la Toscana.

«Abbiamo fatto del Fondo sociale europeo una leva fondamentale per la valorizzazione del capitale umano - ha detto Simoncini - promuovendo e facendo crescere istruzione, formazione, ricerca, occupazione. Per quanto riguarda i giovani, in particolare, la Toscana è stata apripista di esperienze come quella dei tirocini, con il progetto Giovanisì, che hanno anticipato scelte raccolte poi sia a livello nazionale, che comunitario. Oggi, forti di questa esperienza, vogliamo andare ancora di più in questa direzione».

L'assessore ha poi ricordato come la Toscana arrivi alla scadenza dei sette anni con le carte in regola, con un livello di impegni (86%) e pagamenti (68,3%) molto avanzato, che si è tradotto in nuove leggi (imprenditoria giovanile e femminile e tirocini) e interventi per formazione, orientamento, inserimento e sostegno al lavoro dei più deboli.

«Purtroppo c'è stato un forte ritardo a Bruxelles sulla nuova programmazione per il periodo 2014-2020 - ha aggiunto l'assessore - che rischia di farci perdere un anno e di farci trovare, nel momento più delicato della crisi, senza risorse certe per rilanciare lo sviluppo. Un rischio che abbiamo cercato di evitare, anticipando 80 milioni di risorse con il bilancio regionale e avviando per tempo la concertazione sulla nuova programmazione, nonostante le gravi incertezze che ancora gravano sulla definizione del programma».

Simoncini ha anche spiegato che «nel caso dovessero decadere sul serio le Provincie, la gestione della formazione sarebbe presa dall’Agenzia regionale del lavoro con la creazione di poli per la formazione nei centri della Toscana che ospitano i poli produttivi più importanti. Penso alla pelletteria nel Fiorentino, ma anche alla nautica sulla costa o al settore meccanico. L’idea è quella di mettere in rete i centri con le scuole di formazione che già esistono e le aziende, producendo strutture permanenti e organizzate». L’obiettivo è far votare al consiglio regionale la legge per il nuovo sistema della formazione, con la discussione in giunta della normativa che partirà la prossima settimana. (a.q.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani