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Abusivismo, la Confesercenti lancia l’allarme
Briguglio accusa: «La contraffazione e il sommerso ci costano 20 miliardi»
LIVORNO. Quasi 3 miliardi di fatturato, con una perdita di gettito per il fisco di circa 1 miliardo di euro.
Sono questi i numeri che Confesercenti Nazionale fornisce «sulla distorsione della concorrenza nel commercio e nel turismo favorita da alcune norme dello Stato: attività imprenditoriali - come farmer markets, mercatini hobbistici, circoli privati che in realtà sono pubblici esercizi - che non devono seguire le regole seguite dalle altre imprese e che godono di agevolazioni improprie, sul piano normativo, burocratico e fiscale».
«In questo modo si favorisce una forma di concorrenza sleale che sta mettendo in seria difficoltà le altre imprese, soprattutto in un momento di crisi come questo – spiega Andrea Briguglio, Presidente di Anva (Associazione Venditori Ambulanti di Confesercenti) Provincia Livorno. «Alcune leggi dello Stato distorcono in modo incomprensibile il mercato di commercio e turismo: le attività agevolate devono sopportare meno oneri burocratici e fiscali degli altri, e hanno quindi meno costi di avvio dell'attività e di esercizio. Un danno, paradossalmente, anche per lo stesso Stato: se queste imprese, infatti, venissero sottoposte allo stesso regime degli altri, l’Italia guadagnerebbe 992 milioni di euro l’anno di gettito fiscale».
Secondo le stime nazionali fornite dal comunicato di Confesercenti il commercio farebbe 1,550 miliardi con 470 milioni di gettito non riscosso. Poco meglio il turismo con 1,410 miliardi di fatturato e 420 milioni di gettito non riscosso per un totale di 2,960 miliardi di fatturato e990 milioni di gettito non riscosso.
Abusivismo, sommerso e contraffazione, segnalano nel comunicato sono una “disattenzione di Stato” da 20 miliardi. «Sul fronte del commercio ambulante, più volte come Anva siamo intervenuti sulla questione dell’abusivismo e sulla diffusione della contraffazione – spiega Briguglio – L’abusivismo è un fenomeno sotto gli occhi di tutti e da tempo osservato dalle forze dell’ordine, ma sul quale lo Stato si mostra ancora “disattento” e le forze dell’ordine locale spesso poco possono fare in autonomia. Il risultato è che l’abusivismo commerciale genera, a livello nazionale, un volume d’affari stimato di 13 miliardi di euro l’anno e rappresenta una delle maggiori cause del degrado delle nostre città, con incidenze economiche e sociali molto gravi. Questo fenomeno si manifesta nella nostra città con particolare evidenza e virulenza nell’area mercatale del Buontalenti, creando forti tensioni che negli ultimi anni sono anche sfociate in episodi ai limiti del disordine pubblico».
Per il fenomeno della contraffazione, poi, Confesercenti stima - sempre a livello nazionale - un fatturato di 7 miliardi di euro, che si trasferiscono dalle tasche degli italiani ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.
«In prossimità degli 11mila mercati italiani si stima che agiscano tra i 30mila e i 40mila abusivi. – afferma Briguglio – Il 70% dei consumatori acquista consapevolmente merce contraffatta giustificando la scelta del prezzo, ovvero accontentandosi di un similvero, assolutamente incurante dei danni economici, ma anche di dove finiscono questi soldi e soprattutto dell'uso che se ne farà in seguito. Ecco perché come Anva facciamo sempre campagne di sensibilizzazione e di educazione all'acquisto rivolte ai clienti, ma da soli, senza un intervento fermo e deciso dello stato nazionale sulla questione dell'abusivismo il rischio è quello di mandare in crisi le imprese legali, che pagano tasse e rispettano le norme».
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