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Livorno

Cisam, il Comune chiede lo stop

Cisam, il Comune chiede lo stop

Il consiglio vota una mozione per la sospensione delle attività di smaltimento

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LIVORNO. «Vista la preoccupazione, che potrebbe derivare dall'operazione, per la salute dei cittadini, il consiglio comunale chiede al governo e alle istituzioni coinvolte di sospendere le attività fino a quando non ci saranno rassicurazioni complete». È il testo della mozione approvata ieri a Palazzo civico e avente per oggetto la decontaminazione delle acque della piscina dell'ex reattore nucleare del Cisam.

Con il documento presentato da Giannini (Sel) e Bartimmo (Rifondazione), il consiglio impegna il sindaco Cosimi a chiedere una sospensione dello sversamento delle acque trattate nel canale dei Navicelli. Un atto formale che non servirà a bloccare le operazioni già cominciate a novembre, ma che è apparso comunque doveroso ai consiglieri che lo hanno approvato (18 voti favorevoli, 4 astenuti e 3 contrari).

Ancora una volta a tenere banco sono la trasparenza delle operazioni e la tempestività delle informazioni. «È fuori dal mondo - spiega Giannini - che le autorità militari abbiano parlato con un comitato e non col consiglio comunale». Secondo l’assessore Gulì, «i contenuti degli incontri con le istituzioni sono stati riportati ai consiglieri». Mentre Romano (Idv) crede che "l'operato dell'amministrazione è apprezzabile. È il comportamento delle autorità militari che è inaccettabile. Gli ispettori dicono che va tutto bene? Facciano il bagno in quell'acqua per dimostrarmelo...».

Dura anche Bartimmo: «Le informazioni sul reattore sono sempre state insufficienti. Chiedo che sia fatta una seduta della commissione ambiente sul posto». Da Tamburini (Pdl) una voce fuori dal coro: «In tempi di campagna elettorale si fa terrorismo ambientale pur di raccattare qualche voto. Anche il comitato dei bidoni tossici - aggiunge - è un embrione di una lista elettorale». Latorraca e Fenzi (Pd) ricordano i risultati positivi delle verifiche di Enea e Arpat, ma appoggiano comunque la mozione: «Perché il principio di precauzione e attenzione rimane».

Piuttosto critico anche il sindaco: «Il vulnus non è partito da noi, ma dal fatto che non ci hanno informato di niente. Se invece di lasciarci aperte le Porte Vinciane, o di non farci l'escavo perché alla Provincia di Pisa non gliene frega nulla, ci avessero telefonato, a noi sarebbe bastato. Ciò non è avvenuto, e questo ci induce a una iniziativa».

Giorgio Carlini

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