Il Tirreno

Livorno

Protesta dei forconi, disagi sulle banchine

Protesta dei forconi, disagi sulle banchine

Una decina gli autotrasportatori che hanno partecipato al blocco indetto a livello nazionale

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nonostante lo sciopero nazionale degli autotrasportatori sono stati pochi i disagi nella nostra città: qualche blocco nelle prime ore della mattina nella zona del porto industriale (Varco Galvani) ma pochi gli autotrasportatori presenti al raduno di protesta alla rotatoria in fondo a Via Pian di Rota e nessun mezzo fermo.

«Le forze dell’ordine hanno vietato ai mezzi di stare fermi per più di due ore ciascuno - spiegano gli autotrasportatori - Come si fa ad organizzare uno sciopero, così?». Sono pochi, i camionisti radunati qui, ma sembrano decisi: «Dopo le promesse di due mesi fa, disattese del ministro Lupi, torniamo a chiedere allo Stato che ci aiuti a sviluppare la capacità contrattuale che non abbiamo, esercitando più controlli - spiega Davide Di Bernardi, rappresentante TrasportoUnito - L'Europa ci chiede di rispettare i tempi minimi di guida e di riposo, avrebbe però stabilito anche il pagamento obbligatorio in 30 giorni e le tariffe minime di trasporto. Dove sono i controlli su questo?».

Di Bernardi spiega che i grandi trasportatori hanno delocalizzato, abbattendo i costi e usando “raggiri” come il cabotaggio per continuare a trasportare nel nostro paese. A questo si aggiunge l’aumento del costo del carburante, che grava al 50%. «Siamo sottoposti al ricatto della committenza - aggiunge Giovanni De Robertis - Lavoriamo solo se accettiamo di essere sottopagati, mentre i grandi gruppi si arricchiscono, senza il controllo di nessuno».

Maria Giorgia Corolini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana