Il Tirreno

Livorno

Cavalleria Rusticana fa il pieno d’applausi

di Didier Pieri
Cavalleria Rusticana fa il pieno d’applausi

Tutto esaurito al Goldoni per l’appuntamento clou dei 150 anni di Mascagni a conferma dello stretto rapporto tra la città e il suo grande compositore

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LIVORNO. Tutto esaurito, sabato scorso, al Teatro Goldoni per i festeggiamenti dei 150 anni di Pietro Mascagni. Di fronte alla dimostrazione dell'affetto che lega il compositore ai livornesi, non resta che esprimere soddisfazione e speranza in un futuro migliore, per il nostro musicista, sulle scene internazionali.

Il Goldoni, da ormai 23 anni, si impegna nel riproporre i titoli mascagnani più svariati (ricordiamo la Cavalleria del centenario nel 1990, il Ratcliff del 1995, Iris in due grandi produzioni, 1998 e 2006, Le maschere nel 2001, In filanda nel 2006, Zanetto nel 2007, ecc…) e lo fa con tutto l'impegno necessario e nel rispetto assoluto del compositore. Accanto al Progetto Mascagni è nata, quattro anni fa, un'altra importante iniziativa che è il Cantiere lirico, quest'anno tenuto dal celebre mezzosoprano Bruna Baglioni; i giovani che vi partecipano vengono guidati dai docenti alla scoperta delle sfumature più recondite delle opere che si vanno ad eseguire, si tratta di uno studio concentrato in pochi giorni ma ricco ed intenso, una palestra importante per un giovane artista lirico.

Sabato sera, il programma prevedeva l'esecuzione di Cavalleria rusticana ed alcuni estratti da Parisina, di cui quest'anno ricorrono 100 anni dalla prima e che grazie al Teatro Goldoni è tornata a vivere, poiché nessun'altra sala in Europa o nel mondo ha avuto la volontà di riproporre questo lavoro scritto dal nostro compositore in collaborazione con D'Annunzio. Soffermandoci su Cavalleria, non c'è che da apprezzare uno spettacolo in cui veniva unita la tradizione (i bei costumi di Adelia Apostolico) ad un'interpretazione in chiave simbolistica ad opera del regista Emanuele Barresi. Essenziali ma decisivi gli elementi scenici: la piazza, sul modello dell'agorà della polis greca, la Croce che è simbolo di sofferenza ma anche di rivincita sulla crudeltà del mondo, il sole eternamente presente ed il folklore siciliano riscontrabile nei costumi; perfetto il gioco di luci.

I movimenti erano ben calibrati, e porto come esempio la staticità del coro e la sua rigida divisione tra parte maschile e femminile che rimandavano al ruolo del coro nella tragedia greca, dov'era commentatore e spettatore degli eventi. Passando alla parte musicale della serata, non resta che confermare l'impegno e la voglia di fare musica che si percepisce ogni volta in questi giovani che mettono al servizio dell'arte le loro voci, con grande e percettibile passione.

L'applauso del pubblico ha salutato giustamente con entusiasmo e calore Anna Consolato (Parisina), Luciana Pansa (Stella Dell'Assassino), Marina Shevchenko (Santuzza), Paola Roncolato (Mamma Lucia), Francesca Ciccone (Lola), Nicola Simone Mugnaini (Ugo d'Este), Mamuka Lomidze (Nicolò d'Este), Max Jota (Turiddu) e Omar Kamata (Alfio), diretti, con energia e fedeltà alla scrittura mascagnana, da Mario Menicagli, esperto conoscitore di questo difficile ma affascinante repertorio, alla testa dell'Orchestra del Cantiere lirico. Molto bene il coro Around Mascagni preparato da Maurizio Preziosi. Grazie, dunque, al Teatro Goldoni e all’impegno per la città di tutti coloro che vi lavorano.

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