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Brucia magazzino, nube nera sulla città
La pala meccanica prende fuoco e i serbatoi esplodono, due operai in fuga : colonna di fumo visibile in tutta Livorno
LIVORNO. Una colonna di fumo nero invade il cielo della città. Poi all’improvviso, tre esplosioni. Forti, nette. E le telefonate cominciano a rimbalzare da un lato all’altro di Livorno: raffica di segnalazioni al 115 dei vigili del fuoco, ai numeri dell’emergenza e al Tirreno. Il fumo proviene dalla ditta Agrium, in via delle Cateratte. Tanta è la paura: negli occhi dei cittadini ci sono ancora le immagini scioccanti del capannone bruciato nei giorni scorsi a Prato, dove sono morte sette persone. Ma per fortuna il caso livornese è ben diverso: nell’incendio sono rimasti coinvolti due operai, ma entrambi sono riusciti a scappare in tempo dalle fiamme e quindi a uscire indenni dal rogo.
Sono le 15 quando scatta l’allarme nella ditta. All’interno del capannone in questione, stanno lavorando due persone: uno è Marco Giusti, manovratore della pala. Si tratta di un mezzo a noleggio dalla società Cgt. L’operaio è a bordo e movimenta la ruspa per spostare delle balle di concime. Insieme a lui, c’è un collega che sta operando su un carrello. È quest’ultimo ad accorgersi che nella parte retro della pala sta succedendo qualcosa che non va. Alla vista del fumo, il lavoratore avverte il collega ed entrambi scappano via giusto in tempo per mettersi in salvo. Intanto, il fuoco divampa e divora prima la pala e poi il concime. Il capannone si riempie di fiamme e fumo tanto che una parte della struttura sarà poi dichiarata inagibile dai vigili del fuoco: sulla tettoia infatti viene fuori una falla, pericolosa anche in caso di pioggia. Passano pochi istanti e si sentono le esplosioni di tre delle quattro grosse gomme del mezzo.
Nel frattempo, fuori dal capannone si radunano tutti gli operai: la paura è tanta. Ma maggiore è il sollievo di aver scampato un pericolo le cui conseguenze potevano essere terribili. Nel giro di pochi istanti, in via delle Cateratte arrivano due volanti della polizia e l’autopompa dei vigili del fuoco, sul posto insieme al funzionario di turno. Dopo poco, arrivano anche, per precauzione, i volontari della Svs con un’ambulanza.
I vigili del fuoco si mettono subito al lavoro per estinguere le fiamme. Contemporaneamente, scattano le verifiche per capire cosa esattamente sia bruciato e perché. Oltre alla plastica del mezzo, ha preso fuoco il concime a base di fosfato di ammonio, che viene usato per le piante. Secondo l’azienda, non ci sarebbero conseguenze nocive per i cittadini. «Il rogo è stato messo subito sotto controllo: per fortuna non è successo niente di grave. Questo incendio non lascia strascichi per la città». Teoria che viene confermata anche da una prima analisi del caso fatta dai vigili del fuoco, secondo i quali non ci sono rischi particolari per la popolazione se non quelli legati alla combustione della plastica, il cui quantitativo è comunque limitato. Sono però in corso ulteriori accertamenti.
Ma cosa ha provocato l’incendio della pala? Secondo i primi rilievi degli esperti dei vigili del fuoco, a determinare il rogo potrebbero essere state delle gocce di olio idraulico, colato dai tubi della pala, oppure di gasolio uscito dal serbatoio e finito sul motore caldo. Un contatto che avrebbe scatenato prima il fumo e poi le fiamme.
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