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«La lista dei renziani fatta col Cencelli»
I cuperliani per l’assemblea del Pd: «Noi subito chiari. Altri sul carro di quello che reputano il vincitore solo per interesse»
LIVORNO. «Da parte nostra c’è stata chiarezza fin da subito. Altri sono saliti su quello pensano sia il carro del vincitore solo per interessi personali». E ancora, «la composizione della nostra lista è stata chiara, trasparente e veloce. Ìn linea con lo spirito di rinnovamento e con una rappresentazione sociale, professionale e territoriale pressoché totale. Altri sono stati incerti fino all’ultimo e hanno presentato liste nello spirito peggiore che usava nella Democrazia Cristiana con il manuale Cencelli». A sentire queste dichiarazioni sembra di stare nella sede di Forza Italia e di assistere a una conferenza stampa di accusa nei confronti del Pd. Invece, queste parole sono state pronunciate dai cosiddetti candidati “cuperliani” della provincia di Livorno all’assemblea nazionale proprio del Partito Democratico, in vista delle primarie di domenica prossima. E gli “altri” citati sono, ovviamente, i renziani.
Far emergere le differenze. Un clima non certo da “siamo tutti compagni dello stesso partito” che il capolista Yari De Filicaia, tra l’altro segretario dello stesso Pd livornese, spiega così: «In questa fase c’è competizione, è inutile negarlo. Concorriamo per l’assemblea nazionale e il nostro obiettivo è quello di far emergere le differenze tra Gianni Cuperlo, e chi lo sostiene, e gli altri candidati alla segreteria del Pd. «Intanto la gestione del partito - riprende De Filicaia - perché Cuperlo predilige la collegialità, Renzi, invece, creerà un movimento personalistico, a sua immagine. Poi ci sono le privatizzazioni, che Cuperlo vorrebbe rivedere e Renzi cavalcare. E la legge Fornero, che Renzi vuol mantenere così com’è, mentre Cuperlo ha intenzione di rivedere profondamente. Insomma, le differenze sono nette».
La squadra dei cuperliani. Oltre al capolista, nell’elenco ci sono Michela Cecchi, espressione della Bassa Valdicecina, Valerio Fabiani, segretario della Federazione Val di Cornia-Elba, Martina Nannelli, studentessa universitaria, Federico Mirabelli, capogruppo Pd in consiglio provinciale e coordinatore dei comitati per Cuperlo, Denata Demiri, presidente della comunità albanese, Filippo Costalli del Pd di Cecina e Libera Camici, dipendente Unicoop e residente a Collesalvetti. «L’età media è di 33 anni - afferma Mirabelli - e abbiamo messo in atto un rinnovamento profondo. I renziani, invece, sono stati divisi fino all’ultimo, con una parte alternativa all’altra che finirà per penalizzare Livorno e il suo territorio». Giusto per far capire l’aria che tira.
E se vincesse Renzi? Ma i segretari di area “cuperliana” De Filicaia e Fabiani come gestiranno la situazione interna al partite se dovesse vincere davvero Renzi? «Non credo che le varie segreterie saranno messe in discussione dopo le primarie - dice il primo - Ma ritengo anche che un dirigente abbia il dovere di schierarsi in questa fase. La mia e la nostra posizione è chiara fin dall’inizio. E credo sia questo il vero cambiamento». E il secondo: «Esatto, così come non siamo saltati sul quello che tutti danno come il carro del vincitore, non ci siamo neppure messi alla finestra per vedere chi diventerà segretario. E ancora De Filicaia: «È chiaro che la fase che stiamo vivendo sia delicata. Ma sentir parlare di concetti come cambiamento o nomenclatura da chi ha ricoperto ruoli istituzionali nazionali o locali per molti anni è assurdo. È come pensare che i cittadini abbiano tutti l’anello al naso e che si bevano qualsiasi cosa».
Parola alle donne. Al tavolo della conferenza stampa della sede di via Donnini ci sono anche Cecchi e Demiri, due donne che spiegano i loro motivi del sostegno a Cuperlo. «Al Pd serve forza, ma anche metodo, collegialità - dice Michela Cecchi - ed è per questo che ho scelto questo candidato. La strada di Renzi, che vorrebbe un partito a sua immagine e non collegiale è sbagliata. E l’esempio è arrivato da Piombino, dove istituzioni, partito, sindacati e cittadini hanno lottato e lavorato per cercare e trovare soluzioni che diano speranza». Secondo la presidente della comunità albanese afferma che «solo tra i cuperliani ho ottenuto la possibilità di partecipare all’attività del partito. Tra i renziani no. E uno straniero ha bisogno di poter contare qualcosa, non solo a livello numerico».
Cosa c’è in ballo. «Da queste primarie uscirà il segretario del partito più grande d’Italia e che avrà, probabilmente, grandi responsabilità in Italia - chiude De Filicaia - È chiaro che la posta in gioco è molto alta».
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