Italia
I commercianti: ok alla Ztl nel weekend
Simoni: «Noi chiedevamo anche la pedonalizzazione, ma il passaggio sia graduale. E niente palazzi al Luogo Pio...»
LIVORNO. «Ztl in Venezia? Per la verità abbiamo chiesto qualcosa in più: un rione pedonalizzato, tutto senza auto. Ok alla Ztl, quindi, se serve a raggiungere questo obiettivo. Ma in modo graduale, non dall’oggi al domani». Dall'altra parte della cornetta c'è Daniele Simoni, 36 anni, titolare della locanda Morgiano e presidente del centro commerciale naturale che riunisce una trentina di commercianti della zona, soprattutto gestori di locali.
Fermo restando che l'obiettivo dei commercianti resta la pedonalizzazione, le richieste al Comune rispetto all'entrata in vigore della Ztl sono soprattutto due. «Chiediamo che per abituare i livornesi alle nuove misure – spiega Simoni – si inizi col chiudere il rione ai non residenti il venerdì sera, per arrivare, col passare dei mesi, anche al sabato». Questo perché nel finesettimana «si registra il maggior afflusso di clienti e quindi anche problemi per i residenti: con questa crisi non c'è bisogno della Ztl tutti i giorni (il mercoledì sera le strade sono già deserte), è sufficiente nel weekend. Altra cosa sarebbe la pedonalizzazione, che cambia alla radice il modo di vivere il quartiere...».
I commercianti, insomma, dicono no alla Ztl tutte le sere, ma aprono comunque, anzi spingono, per una regolamentazione nel finesettimana. «Anche perché da soli – sottolinea il rappresentante – non possiamo gestire la quantità di persone che vengono nei nostri locali. Siamo stati i primi a chiedere telecamere di sicurezza: come i residenti, abbiamo a cuore la vivibilità e la valorizzazione del rione». «Abbiamo incontrato più volte sia gli assessori che il sindaco – riprende – e hanno capito il nostro punto di vista: non vogliono farci chiudere, ma regolamentare».
Ed ecco la seconda richiesta. Il progetto approvato dalla giunta prevede di pedonalizzare gli scali del Ponte di Marmo e gli scali del Monte Pio, e di istituire la Ztl (ingresso garantito ai residenti) tutto intorno, con tre varchi di accesso in via della Venezia/via Borra, via della Venezia/via della Cinta Esterna e via Forte San Pietro. È proprio quest’ultima telecamera che i gestori del locali chiedono di non accendere, almeno nei primi mesi di trasformazione. «È un punto critico – ripete Simoni – perché chi venendo da via Borra svolta in via Forte San Pietro, per raggiungere l’area dei parcheggi deve entrare in via dei Bagnetti e fare il giro del mondo. Capiamo la logica dei tecnici, ma conoscendo i livornesi...».
«Noi crediamo molto in questo progetto – riprende – per questo chiediamo che il passaggio sia graduale, lasciando che almeno nella prima fase sia possibile proseguire in via degli Ammazzatoi per raggiungere l’incrocio con via della Cinta Esterna».
Il presidente del centro commerciale naturale coglie così l’occasione per rispondere al presidente dell’Aci, Franco Pardini, che ha parlato di «rischio desertificazione» e ha raccomandato il parcheggio “politico” a un euro accanto al Mercatino Americano. «Non abbiamo paura che i nostri locali chiudano – risponde Simoni – se si arriva gradualmente all'obiettivo. La Venezia è circondata dai parcheggi (Stazione Marittima, Quattro Mori, Mercatino Americano), il problema è che non vengono usati. Sia quelli gratuiti, che quelli a 30 centesimi all’ora. È un problema di cambio di mentalità, lo stesso che serve per pedonalizzare».
Se si pensa alle battaglie fatte in altre zone della città contro Ztl, Zsc o pedonalizzazione, la richiesta che arriva dai commercianti della Venezia è unica. Una scommessa in controtendenza. «Qui c’è una concentrazione di locali – ripete con forza il Simoni – che non si trova da altre parti. È un rione storico, con una appetibilità unica per livornesi e turisti: le cose belle vanno valorizzate, chiudendo alle auto. Sappiamo che nel rione vivono molti anziani e capiamo la necessità di fare un passo alla volta. Ma la strada deve essere questa».
È proprio seguendo la strada della valorizzazione che i commercianti si dicono «assolutamente contrari alla costruzione dei palazzi di Consabit in piazza del Luogo Pio: la piazza – dice Simoni – deve restare piazza, da sfruttare da un punto di vista commerciale e culturale, senza costruire». Poi le opere che «chiediamo di completare al più presto: riapertura del fosso, passerella che entri in Venezia dalla Fortezza Vecchia, bagni pubblici che ci sono in tutte le città d’Europa e potrebbero risolvere molti problemi anche per i residenti». Nel frattempo gli esercenti stanno completando il progetto (fatto a loro spese) per integrare il regolamento comunale per l’occupazione di spazi pubblici, prevedendo tendaggi e arredi fuori dai locali. Tra pochi giorni sarà consegnato ai tecnici di Palazzo Civico.
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