Italia
«Il primo abuso è psicologico Bisognerebbe curare l’uomo»
LIVORNO. «Il primo abuso è l’annientamento psicologico». L’aggressore sottopone la vittima a violenze mentali oltre che fisiche: botte, molestie, minacce. «Quasi sempre a fare violenze sono compagni...
LIVORNO. «Il primo abuso è l’annientamento psicologico». L’aggressore sottopone la vittima a violenze mentali oltre che fisiche: botte, molestie, minacce. «Quasi sempre a fare violenze sono compagni e mariti, più livornesi che stranieri. È un momento difficile: la famiglia è in crisi. E i problemi economici hanno ricadute anche sui rapporti».
A parlare è Giovanni De Peppo, responsabile nei Servizi sociali dell’Asl 6 della Società della salute, settore a cui si dedica con passione da sempre, impegnato nel progetto dei codici rosa e nell’assistenza alle fasce deboli. Un lavoro delicato, che si intreccia con quello dei Servizi sociali del Comune, che seguono più da vicino minori e situazioni di marginalità. La violenza sulle donne è uno degli ambiti che dà maggior lavoro all’Asl: «Il codice rosa è un progetto che si sta rivelando efficace: la vittima viene protetta e la situazione analizzata per capire se esista un modo per ricomporre la famiglia o sei sia meglio un allontanamento. Intanto, il penale fa il suo corso».
«Fondamentale - prosegue - è sensibilizzare da un lato gli operatori sulla violenza di genere e dall’altro le vittime a non isolarsi. Ma la forza del codice rosa è che la rete interviene anche se la vittima è restia a parlare e a sporgere denuncia». L’esperto spiega l’origine di molte violenze: «Nelle coppie si possono creare rapporti malati di sottomissione e prevaricazione. E alla base spesso c’è l’incapacità degli uomini di riconoscere l’autonomia della donna e di valorizzarla. In questi casi, è l’uomo che andrebbe curato. La donna, dal canto suo, spera sempre che lui cambi e prima che apra gli occhi spesso devono succedere episodi estremi di violenza. Quando i casi arrivano all’attenzione dell’Asl sono già mesi, a volte anni, che le violenze vanno avanti». (l.l.)
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