Esposto contro le acque nucleari Cisam
Vertenza Livorno si rivolge alla procura: «Serviva una procedura più sicura e complessa per lo smantellamento»
LIVORNO. Lo smaltimento delle acque della piscina dell'ex reattore nucleare del Cisam continua a suscitare perplessità e polemiche.
L’esposto di Vertenza Livorno. Il comitato Vertenza Livorno ha infatti presentato un esposto- denuncia alla Procura della Repubblica, perché, come affermano esponenti dello stesso comitato, «dopo i bidoni tossici e l'arrivo del rigassificatore, è necessaria una mobilitazione per proteggere la salute dei cittadini e del nostro mare».
Gulì: «Radionuclidi nei limiti». Lo sversamento del primo batch delle acque trattate nel Canale Navicelli, intanto, in seguito ai risultati sul primo campione dei liquidi della piscina dell'ex reattore (pubblicati da Il Tirreno) sono iniziati. «Le analisi effettuate dall'Enea dimostrano il rispetto dei limiti di rilascio per tutti i radionuclidi - ha affermato l'assessore all'ambiente del Comune Massimo Gulì - Tali limiti sono stabiliti in modo da garantire che la popolazione circostante sia soggetta ad una dose inferiore a 10 microSievert/anno, valore che la normativa europea e italiana definiscono non rilevante da un punto di vista radiologico, ovvero trascurabile per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell'uomo».
«Serve iter complesso». Risultati comprovati anche da Arpat. «Ma - dice il comitato Vertenza Livorno - lo smantellamento dell'impianto nucleare ha seguito un procedimento semplificato, secondo la normativa specifica per gli impianti nucleari militari, ma il reattore ha cessato le attività relative alla difesa nazionale 30 anni fa, quindi ora, costituisce a tutti gli effetti un'attività di natura industriale e civile, per questo le procedure per lo smaltimento dovevano seguire un iter più complesso cioè: l'attuazione di una Valutazione di Impatto Ambientale, doveva esserci il nulla osta di vari Ministeri tra cui quello dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'ambiente e della sanità».
Più coinvolgimento della gente. Inoltre, sottolinea: «Bisognava rispettare la Convenzione di Aahrus secondo la quale le autorità civili e militari dovevano informare e coinvolgere la popolazione in questo processo, ciò non è avvenuto. Non tolleriamo il fatto che, con la copertura del segreto militare, sia stato fatto tutto senza controllo, con possibili rischi per la vita dei cittadini». La presenza nelle acque provenienti dalla piscina del Cisam di elementi radiogeni come il Trizio «necessitano di specifiche tecniche di trattamento secondo le raccomandazione dell'Iaea (Agenzia internazionale dell'energia atomica) - si legge nell'esposto - nonché della best practice comunemente in uso in altri Paesi».
La magistratura faccia luce. Serve più trasparenza secondo Vertenza Livorno. «La tecnica di trattamento indicata oggi dal Cisam, cioè l’evaporazione sottovuoto, potrebbe risultare non adeguata al fine di eliminare i componenti radioattivi più leggeri, come il Trizio - recita l’esposto-denuncia del comitato - Inoltre la mancata informazione sull'insieme delle procedure di lavorazione dei rifiuti solidi radioattivi, del loro confinamento e immagazzinamento che faranno seguito alle attività di trattamento dell'acqua contaminata costituisce un ulteriore elemento di incertezza nel valutare l'inaffidabilità complessiva del decommisioning dello stesso reattore. Invitiamo, quindi, la magistratura a intervenire e fare chiarezza».
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