Italia
Abitazioni, fondi e garage La lista nera della confisca
In totale sono 62 gli immobili tra Livorno e Pisa che andranno allo Stato Il valore nella dichiarazione dei redditi è di 2 milioni di euro. «Valgono di più»
LIVORNO. La lista nera dei 62 immobili sparsi tra Livorno, Pisa, Collesalvetti e Firenze confiscati alle società a cui fanno riferimento il commercialista Claudio Calvi e la sua compagna Maria Gioia Filippi, inizia al numero 7 di via Calzabigi dove prima l’Immobilservice sas e poi l’associazione “Toscana senza pensieri” erano proprietari di un immobile ad uso ufficio e quattro garage.
Da qui basta spostarsi al numero 170 di corso Amedeo per trovare un’altra abitazioni di «tipo economico». Pochi passi e al numero 206 ecco altri sei vani. Sempre in pieno centro, siamo al numero 163 di via Marradi, c’è invece una casa con undici vani e mezzo. Al civico 82 un’altra abitazione con sei vani. Poi è la volta dei garage che solo nella via dello struscio sono sei. Infine altri appartamenti: in via Martellini, via Galilei, via Del Corona, via del Larderel, via Crimea. Ma anche nella Venezia la coppia aveva interessi immobiliari, in particolare in via dei Bagnetti 15 dove sono saltati fuori un magazzino e una casa.
A Pisa, invece, gli immobili riconducibili alle società della coppia passano per il centro tra cui via Diotisalvi e via D’Azeglio e arrivano fino a Cisanello.
Per avere un quadro completo dei beni confiscati martedì dal giudice Antonio Pirato è necessario scorrere la sentenza con la quale ha condannato il commercialista e rinviato a giudizio la compagna.
Difficile per il momento fare una stima completa del valore complessivo degli immobili. Questo si scopre anche leggendo l’informativa che la Guardia di Finanza ha inviato al pubblico ministero parlando dell’operazione di compravendita delle quote della società che sono passate dalla Immobilservice sas all’associazione “Toscana senza pensieri”.
«Il valore della cessione delle quote - si legge - veniva dichiarato in atti pari al prezzo irrisorio di 30mila euro a fronte di un valore medio dei soli immobili abitativi pari a 1.850.000 euro».
In realtà - spiega il pubblico ministero Luca Masini nelle sue conclusioni ripetute durante l’udienza «la stima del valore degli immobili di proprietà della Immobilservice indicata nella dichiarazione dei redditi è assolutamente sottostimata se solo si considera che gli immobili posseduti dalla sas sono più di trenta».
Adesso però sarà necessario, forse tramite un perito, dare un valore esatto a tutto questo tesoro che secondo gli investigatori dovrà andare a coprire il debito che Maria Gioia Filippi ha contratto con l’erario e che supera i 12 milioni di euro.
Ma come ripete il legale del commercialista, l’avvocato Danilo Adoncecchi, il destino di questi immobili dipenderà dalle motivazioni alla sentenza che depositerà il giudice.
«Perché in questo modo - dice - non si può coprire un presunto credito da parte dell’Erario. Infatti il debito che viene contestato dalla Procura è della persona fisica mentre il giudice ha disposto la confisca di una società sas che non è aggredibili».
Federico Lazzotti
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