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Bernardo scende in campo e si schiera con Renzi
La “lady di ferro” della giunta Cosimi rompe gli indugi e apre ai rottamatori «Voltiamo pagina, indispensabile un ricambio sostanziale della classe dirigente»
LIVORNO. Tra i corridoi del Comune c'è chi la chiama "lady di ferro". Soprattutto da quando un paio di settimane fa, capofila della giunta, l'ha spuntata nello scontro col potente segretario generale Antonio Salonia, poi "invitato" dal sindaco a dimettersi da direttore generale. Una lady di ferro che oggi scende in campo, annuncia che voterà Renzi e di fatto, con l'intervento che pubblichiamo a fianco, dà una spallata al gruppo dirigente del Pd.
Classe 1963, nata a Cosenza, laurea in Giurisprudenza a Pisa e lunga carriera da avvocato, Paola Bernardo dal 2008 è uno degli assessori chiave della squadra di Cosimi. Tra un mandato e l'altro, tra un rimpasto e un congelamento (il primo è stato proprio innescato da un suo braccio di ferro sulla Ceschina con l’assessore Claudio Ritorni, che poi si è dimesso), ha ereditato, ceduto, ripreso tra le mani parecchie deleghe. Oggi si occupa di avvocatura civica, affari legali e contenziosi, edilizia privata, patrimonio, turismo, commercio.
Avvocato nello studio del leader Api Beppe Batini, la Bernardo è forse uno dei cavalli su cui ha puntato di più, negli ultimi anni, il Pd. Lei che prima di aderire al progetto di Veltroni nel 2007 (passo che la porterà nell'assemblea costituente nazionale e nella commissione incaricata di redigere lo statuto regionale), è stata soprattutto esponente della cosiddetta società civile: prima come fondatrice del coordinamento "Dare voce al silenzio degli Innocenti" (che raggruppa le associazioni dei familiari delle vittime delle stragi), poi come fondatrice di "139", che approfondisce tempi e funzionamento della giustizia.
Non è una che ama troppo parlare con la stampa, la Bernardo, quando si tratta di andare oltre i confini dell'amministrazione. Ma questa volta – a ridosso delle primarie e a pochi mesi dalle primarie – rompe gli indugi. Lo fa con un intervento in cui, fra le righe, spiega perché ha deciso di schierarsi con Renzi. Come il sindaco e a differenza del vicesindaco, Bruno Picchi, cuperliano convinto. La Bernardo sottolinea di avere «apprezzato il documento elaborato da un gruppo di giovani del mio partito, "Gli uomini cambiano, le idee restano" perché condivido la necessità di rilancio della proposta politica del Pd e del rafforzamento della sua identità come forza di reale cambiamento e di governo». Considerando positivo il «richiamo a una assunzione di responsabilità comune», diverso dal «tentativo in atto da più parti di smarcarsi dalle scelte di governo nazionale o dei singoli territori». Il documento a cui fa riferimento è stato appena pubblicato da un gruppo di giovani capitanati da Alessio Ciampini, ex numero della segreteria comunale, che dopo essersi smarcato dalla linea del bersaniano-cuperliano De Filicaia, ha messo in piedi un blog ed ha annunciato, da ex bersaniano, il sostegno a Renzi a suon di «così non va». Anche la Bernardo si schiera con quelli che dicono di voler cambiare il partito («proviamoci», ripete) e tra le righe dà una spallata al gruppo dirigente, anche in città: «Concordo con chi ritiene indispensabile e non più rinviabile un ricambio sostanziale della classe dirigente quale passaggio ineludibile non solo per essere, ma anche per apparire in grado di attuare un autentico rinnovamento».(j.g.)
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