Il Tirreno

Livorno

«Votiamo Cuperlo bussola affidabile»

«Votiamo Cuperlo bussola affidabile»

Ruggeri, Simoncini e Filippi: segretario giusto (non premier) per una sinistra moderna, senza populismi e personalismi

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LIVORNO. Scoprono tutte le carte, in vista del voto, tre pezzi da novanta del Pd livornese: il capogruppo in Regione Marco Ruggeri, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini e il senatore Marco Filippi voteranno per Gianni Cuperlo segretario.

Lo fanno sapere loro stessi in una nota congiunta inviata ieri pomeriggio. «Il mondo – scrivono – è cambiato più di quanto avremmo immaginato e cambierà nei prossimi anni più di quanto possiamo immaginare. Per questo occorre alla sinistra un partito che sia in grado di far comprendere il senso di tali cambiamenti».

«Proprio come in navigazione il punto nave è in grado in ogni momento di determinare la posizione esatta – chiosano – così a noi occorre un'affidabile bussola di valori. Se alziamo lo sguardo, vediamo intorno a noi un mondo che si muove, scosso da profonde crisi economiche e sociali. Queste crisi richiedono di immaginare la politica con l'ambizione di un pensiero radicale, che non abbia paura delle parole, delle scelte e riscopra la passione per la vita delle persone».

«Guardiamo a una stagione – riprendono – che abbia al centro il valore dell'individuo, la sua autonomia nella responsabilità collettiva, una nuova condizione umana capace di interrogare, in termini nuovi, scienza, economia e civiltà. La sfida che abbiamo di fronte è anche quella di declinare un'altra vocazione produttiva, un patto per lo sviluppo che muova dal valore sociale del lavoro e dell'impresa, innalzando al vertice la sicurezza di comunità, luoghi, culture e beni sociali, primo fra tutti l'ambiente, e sia in grado di ribaltare il paradigma europeo che da grande sogno si è trasformato in un grande dogma che dispensa austerità».

«Il nostro voto a Cuperlo – concludono – guarda alla necessità che non si perda un'idea di sinistra moderna non personalistica, poco incline al populismo, senza la quale il Pd non sarebbe più il Pd ma un'altra cosa, totalmente differente. Il nostro voto è per un segretario del Pd, non per un candidato premier, non è contro nessuno ma per un'idea, ricordandoci tutti che questo è il nostro partito adesso e lo sarà anche dopo l'8 dicembre».

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