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«Pensione d’oro? Me la sono guadagnata»
Livornese a tu per tu con Renzi in un acceso botta e risposta in tv da Santoro
LIVORNO. «Neanche s'immagina gli insulti che ho ricevuto dopo l'apparizione in tv...». Parola di Michele Carugi, il livornese che non ti aspetti. Quello che, in barba al proverbio, ha preferito fare l'ingegnere a Milano piuttosto che restare all'ombra dei 4 Mori. Classe 1952 e laurea a Pisa, oggi cura un blog sul Fatto Quotidiano, dopo aver lavorato in industrie di proprietà statunitensi o di fondi di investimento inglesi come direttore generale e amministratore delegato.
Nell'ultima puntata di "Servizio Pubblico" con Michele Santoro su La7, Carugi è stato protagonista di un acceso botta e risposta con Matteo Renzi: con Carugi, “pensionato d'oro” (7 mila euro lordi mensili) che ha sottolineato l'iniquità cui potrebbero essere soggetti i tagli delle pensioni più alte.
In tv Michele ha usato prima l'ironia: «Renzi, come si dice a Livorno, è un ganzo». Poi ha spiegato: «Pochi sanno che, col retributivo, chi è andato in pensione con uno stipendio alto ne è uscito penalizzato. Serve un ragionamento qualitativo, non quantitativo». «Io devo affrontare il problema di chi prende 600 euro di pensione – ha risposto Renzi – lei ha il suo problema da 7 mila euro. La capisco, però ci lasci parlare anche degli altri 60 milioni di italiani".
Sul finire, Carugi parla di «intervento un po' cialtrone e vigliacco». Ma al Tirreno precisa: «Non mi riferivo a Renzi, quanto allo Stato, che agisce in modo indiscriminato. Questo vale per le pensioni "d'oro" come per il blocco degli stipendi pubblici o i tagli alla sanità".
Poi Carugi, a trasmissione finita, ha detto a Renzi che «contavo di lui per le idee di rottura. Lui mi ha detto di aver capito che ci sono situazioni particolari e va fatto qualcosa di diverso. Andrà giudicato alla resa dei conti: o entra nei dettagli, o sarà come tutti gli altri».
A disagio nel difendere i suoi 7 mila euro? Carugi ricorda gli insulti web: «Mi dicono che mi devo vergognare e non lamentarmi. Ma chi si lamenta? Dico solo che io la mia pensione me la sono meritata. Se poi vogliamo redistribuire i redditi va bene ma lo si faccia anche con gli stipendi dei lavoratori, non solo con le risorse dei pensionati».
Giorgio Carlini
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