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LA RENDITA DI POSIZIONE NON C’È PIÙ
di MAURO ZUCCHELLI Le rendite di posizione da sconfiggere in nome della modernità sono solo quelle altrui. In nome di questo teorema cartesiano, Livorno ha pensato di far campare il proprio sviluppo...
di MAURO ZUCCHELLI
Le rendite di posizione da sconfiggere in nome della modernità sono solo quelle altrui. In nome di questo teorema cartesiano, Livorno ha pensato di far campare il proprio sviluppo croceristico su un postulato: siccome la Toscana è un marchio che ha un appeal senza uguali al mondo, siamo noi il porto – anzi, la “porta” – dalla quale si deve passare. Chi vuol vendere ai turisti delle love boat la Toscana deve rassegnarsi a prevedere la sosta a Livorno. E siccome non ci sono alternative, cari big delle crociere vi mangiate questa minestra: anche se i vostri turisti li facciamo sbarcare in mezzo ai container, fra le buche del piazzale, con il terminal e i servizi laggiù in fondo...
Forse non tutti si sono accorti che quella stagione è finita: per sempre. Sono state sufficienti appena due cose: 1) un 2012 nel quale, per mancanza di accosti disponibili, la tappa livornese è saltata o è stata fino all’ultimoa rischio di saltare per sei volte, una delle quali in occasione del viaggio inaugurale di una nuova ammiraglia (con tanto di mega-vicepresidentissimo a bordo); 2) un 2013 nel quale La Spezia è scesa in campo per portar via le crociere a Livorno contando su un contesto che permette quel che a Genova o a Livorno è tabù. Risultato: nelle previsioni 2014 rispetto al 2012 Livorno perde il 23% mentre La Spezia moltiplica per nove.
Ripetiamo quel che da queste colonne hanno detto i responsabili operativi dei colossi croceristici: 1) in un test sulla preferenza fra Livorno e La Spezia per raggiungere Firenze, i turisti dicono che l’una vale l’altra; 2) Livorno era insieme a un porto greco ad avere un tale grado di inaffidabilità in un settore che sta programmando in dettaglio ora il 2015.
Bisognerebbe dunque ragionare da crocerista anziché da livornese, peggio ancora se politico: figurarsi che c’è stato perfino chi ha detto che i turisti in uscita dal porto passeggeri bisognava incanalarli per via Grande così, imbufaliti nell’ingorgo, forse avrebbero lasciato la macchina in tripla fila per farsi un panino.
Noi livornesi vorremmo che i turisti ci scegliessero perché siamo tanto simpatici. Forse, ma al signor Smith di Oklahoma City o a donna Dolores di Pamplona dovremmo dare motivi per farlo. Sapendo che: 1) le compagnie contano sulle escursioni come un aspetto centrale del business tant’è che guardano con attenzione ai porti dove sono “protetti” contro la concorrenza di altri operatori; 2) chi è già stato in crociera è disposto a scegliere emozioni più che destinazioni da cartolina; 3) dobbiamo competere non solo con le grandi città d’arte ma anche con la possibilità di restare a bordo dove cibo e svaghi sono gratis.
Stiamo parlando di oltre 2,5 milioni di turisti fra traghetti e crociere: una quota anche limitata sarebbe già importante, in un settore ad alta intensità di lavoro com’è il turismo. Certo che nessuno ci regalerà più nulla su un piatto d’argento.
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