Il Cecioni va verso il numero chiuso
I docenti ufficializzeranno la proposta di solo 370 matricole dal prossimo anno. «È un’autolimitazione della crescita»
LIVORNO. Il liceo Cecioni si sta preparando a comunicare ufficialmente la sua intenzione di accettare “solo” 370 domande d’iscrizione. I docenti si sono già riuniti ieri pomeriggio per scrivere una bozza di documento che sarà affinato stamani, nell’assemblea chiesta dalla Rsu dell’istituto dalle 8 alle 10. E che dovrà essere approvata dal consiglio d’istituto per diventare la proposta del Cecioni alla Provincia per superare lo spostamento al Niccolini Palli delle matricole che intendano seguire le lezioni del liceo di scienze umane. L’iter si esaurirà lunedì, dopo che anche il collegio dei docenti avrà approvato il provvedimento. Al Cecioni non vogliono sentir parlare di “numero chiuso”, anche se nella sostanza si tratta proprio di questo. Il preside Giuseppe De Puri parla di «autolimitazione alla crescita», usando il termine «soft» per descrivere la riduzione in atto delle iscrizioni per l’anno prossimo. Top secret sui criteri adottati per la scrematura fino al via libera ufficiale.
Kutufà contro il numero chiuso. Le cautele usate dal preside e dai professori rispetto al concetto di numero chiuso sono giustificate dagli allarmi lanciati dal presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, appena ascoltata la proposta di “quelli del Cecioni”, rispetto all’intenzione di ridimensionare la crescita del liceo. «Il numero chiuso è un concetto ingiusto e attaccabile giuridicamente da qualsiasi famiglia, il cui figlio non venga ammesso a frequentare la scuola», ha detto lo stesso presidente più volte, da quando ha preso il via il dibattito sulla vicenda. Lo ha ribadito ai professori nell’incontro nella sala consiliare della Provincia dell’altra mattina, inducendo gli stessi a cominciare un lavoro certosino per cercare esempi di altre scuole che limitano gli accessi e di sentenze giuridiche rispetto a ricorsi presentati da genitori nei confronti di istituti che non hanno accettato i loro figli. «Ci sono molti casi che ci incoraggiano a percorrere questa strada», ribadisce De Puri.
Non una questione di merito. «Esistono licei che obbligano gli studenti a sottoporsi al test d’ingresso - riprende De Puri - Nel nostro caso questo metodo sarà tassativamente escluso. Però non possiamo crescere ulteriormente e non abbiamo alternativa a ridurre le iscrizioni al primo anno. D’altra parte gli spazi a nostra disposizione sono quelli che già utilizziamo e non abbiamo scelta se non adeguare la nostra dimensione in termini di studenti». Tutto questo per dire che «non sarà una questione di merito e non saranno fatte selezioni in base a votazioni o prove d’ingresso da superare. Utilizzeremo altri elementi per creare le prime classi». Ma al momento questi metodi di selezioni restano segreti nelle aule e nelle sale riunioni della scuola. Visto il momento e il clamore suscitato dalla vicenda, la decisione di limitare “gli spifferi” è comprensibile. Anche se “a caldo” lo stesso De Puri aveva ipotizzato l’idea di accettare i fratelli di studenti che già frequentano la scuola («in modo da far risparmiare le famiglie nel trasporto dei ragazzi e nei libri di testo»), oppure una sorta di estrazione a sorte o la creazione di una lista regolata dalla tempestività dell’iscrizione.
La macchina da guerra. La mobilitazione degli ultimi giorni e la task force di professori messa in piedi per spulciare le carte di tante altre scuole e per ritrovare documenti che mettano al riparo la scuola da problemi burocratici rispetto alle 370 matricole da accettare fa pensare al Cecioni come una vera “macchina da guerra” quando si tratta di difendere la propria didattica e le strutture create. Da alcuni giorni, infatti, un gruppo di docenti è al lavoro analizzando nel profondo il piano dell’offerta formativa (Pof) di scuole come il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Milano e il liceo ginnasio statale Virgilio di Roma. «Scuole che hanno avuto il nostro problema e che lo hanno risolto con l’introduzione di una serie di criteri, all’insegna della massima trasparenza, per limitare le iscrizioni. Un sistema previsto anche dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
