Il presidio
L’Ex Caserma abbassa i toni: «Continuiamo a dialogare»
LIVORNO. «Abbiamo sicuramente usato parole provocatorie nei confronti dell’amministrazione, ma il nostro obiettivo era quello di ricevere una risposta forte, un atto di coraggio dal Comune. Non...
LIVORNO. «Abbiamo sicuramente usato parole provocatorie nei confronti dell’amministrazione, ma il nostro obiettivo era quello di ricevere una risposta forte, un atto di coraggio dal Comune. Non vogliamo alzare i toni, semmai abbassarli per concentraci tutti su ciò che davvero è importante: spostare il dibattito su un piano più ampio e significativo».
Il Collettivo dell’Ex Caserma prova a spiegare il perché delle espressioni del comunicativo che ha attirato su di sé l’ira del sindaco Cosimi e non solo. «Politica criminale? Sì, l’abbiamo scritto, ma chi ci conosce sa che il tono provocatorio e ironico fa parte del nostro linguaggio e della nostra storia politica. Abbiamo usato parole forti per avere una reazione forte. Volevamo svegliare il Comune, dargli la possibilità di fare un atto di coraggio e riconoscere che l’esperienza dell’occupazione di via Ernesto Rossi racchiude in sé l’espressione di un bisogno diffuso in città. Un bisogno che merita prese di posizione vere e concrete».
Abbassare i toni dunque per continuare un dialogo che, secondo i ragazzi del collettivo, era iniziato con il piede giusto all’interno del consiglio comunale avvenuto la sera della perquisizione. «Siamo soddisfatti delle parole dell’assessore Bernardo e Roncaglia – dicono – e vogliamo continuare a dialogare con il Comune per far sì che le necessità espresse da esperienze come l’occupazione dell’ex palazzina Asl trovino risposte concrete. È il momento di smettere di nascondersi dietro il principio di legalità e concentrarsi su questo. La legalità è un concetto che è cambiato molte volte durante la storia. È vero, l’occupazione è un’azione considerata illegale, ma quando lo Stato smette di dare risposte, quando la politica non riesce più a garantire diritti fondamentali dei cittadini come la casa l’occupazione è l’uni ca scelta che rimane».
Ed è per chiedere una risposta forte da parte del Comune che dopodomani il collettivo scenderà in piazza: «Il Comune deve prendere una posizione vera riguardo all’emergenza sociale in città, trovare soluzioni e prendere un impegno concreto nel realizzare una vera politica sociale. L’esperienza di via Rossi rappresenta l’esigenza di tutto questo ed è di questo bisogno che dovremmo parlare, solo di questo».
Ludovica Monarca
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