Italia
Querelata dal Comune, l’Arci cancella Cagianelli
Il presidente Solimano cancella un incontro in programma a cui avrebbe dovuto partecipare la critica d'arte
A poche ore dall’annuncio dell’amministrazione comunale di aver deciso di querelare la critica d’arte Francesca Cagianelli per le affermazioni contenute in un suo intervento on line a proposito della mostra dedicata alle teste della beffa di Modigliani che il Comune sta organizzando, arrivano le reazione. La prima è quella dell’Arci che in un comunicato, firmato dal presidente Marco Solimano, annuncia di aver annullato un incontro in programma per venerdì al quale avrebbe dovuto partecipare la stessa Cagianelli, titolo "Tavola rotonda Cultura e Sociale: un dialogo per il futuro", location il Teatro delle Commedie. «Abbiamo preso questa decisione dopo esser venuti a conoscenza del contenzioso legale avviato dal Comune di Livorno nei confronti della dottoressa Francesca Cagianelli, co-promotrice della suddetta iniziativa. Tale decisione non intende riferirsi ai contenuti del suddetto contenzioso, e tanto meno ha a che fare con un qualsiasi giudizio di merito sulla questione; crediamo semplicemente che promuovere in questo particolare momento tale iniziativa, in collaborazione con una delle parti in causa e in uno spazio di proprietà dell'altra parte in causa nel contenzioso stesso, rischi di esporre la nostra associazione a una possibile strumentalizzazione e a una lettura fuorviante dell'iniziativa stessa». Cagianell intanto commenta così la notizi della querela: «Sul caso Modigliani leggiamo con stupore il comunicato stampa che la Giunta comunale di Livorno ha inviato ai mezzi di comunicazione.Il sindaco Cosimi e la Giunta comunale annunciano di voler aprire una battaglia legale su una questione che attiene alla sfera culturale e alla riflessione scientifica. Livorno diventa così la città degli intellettuali sotto accusa.Ci viene in mente come unico commento quanto scritto nella "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht, ovvero le parole dello scienziato sotto accusa dell'Inquisizione: "Felice il paese, che non ha bisogno di eroi!».
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