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Livorno

«Poteri oscuri per fermarlo? Cecio, piano con le parole...»

«Poteri oscuri per fermarlo? Cecio, piano con le parole...»

Da Salviano 2 alle pagelle al Comune: risposta di fuoco di Cosimi all’ex margheritino «Io chiacchiere e distintivo? Lo dice anche De Niro, ma Al Capone non fa una bella fine»

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LIVORNO. Quello che forse covava da anni nella pancia della politica livornese ora viene fuori in due lettere. Quella pubblicata ieri dal Tirreno a firma dell’ex presidente e leader della Margherita livornese, Davide Cecio, appena rientrato da renziano nell’assemblea territoriale del Pd dopo l’inchiesta sul Borgo di Magrignano che lo travolse più di dieci anni fa. E quella di fuoco scritta oggi dal sindaco Alessandro Cosimi, che tra pochi mesi lascerà il municipio e che sembra volersi togliere più di qualche sassolino dalle scarpe.

«Mi ha colpito negativamente e mi amareggia – scrive Cosimi – la lettera di Cecio. Non intendo rinnegare alcunché di un rapporto umano che per me è sempre rimasto in piedi, ma l'inciso che collega l'arrivo della Finanza e il "tentativo di rompere dinamiche consolidate nel tempo in commistione tra potere politico ed economico", come scrive, lascia intendere che vi sia stato qualche potere oscuro che ha brigato per fermare l'opera che in quel momento si andava compiendo». «O questa affermazione ha una base – sottolinea il sindaco – o invito a farla con grande prudenza, ritenendo che questo si debba chiarire senza lasciare intendere». Poi: «Commistione tra potere politico ed economico? Mi sembra una di quelle boutade che si lasciano andare sul foglio per attrarre lettori. Anche qui: le vogliamo dire quali sono le commistioni?».

«Sinceramente – punge il sindaco richiamando l’inchiesta su Salviano 2 – io non so se Davide sia stato prescritto, assolto o quant'altro, ho sempre seguito la vicenda come un caso a cui guardare con comprensione. Devo dire, però, che l'arroganza della lettera mi fa veramente pensare di avere sbagliato a inquadrare la questione. Intanto, com'è che qui tutti danno le pagelle? Dove si discutono queste cose? È possibile accettare un giudizio per cui "l'amministrazione non sarebbe in grado di fare scelte impopolari, di mettere ai margini le lobby affaristiche di quei pochi che si spartiscono le vesti di una città al collasso", come scrive Cecio? È questa la città che abbiamo costruito?».

«Vorrei ricordare a Davide – chiosa – che era segretario della Margherita e che la vicenda che lo ha coinvolto, per quello che abbiamo potuto leggere sui giornali, riguardava questioni di grande concretezza e che mai una volta qualcuno di noi si è permesso di considerarlo l'espressione di una "lobby affaristica". Non ho nessuna intenzione di accettare il giudizio di una sorta di città sulla quale gli interessi si sono divisi il futuro. Non starò a ricordare che guadagno meno che a fare il mio mestiere, che un mestiere ce l'ho, conquistato con fatica, e che trovo inaccettabile il fatto che si dica che "il sindaco deve recidere gli ormeggi dei sicuri tavoli politici dove si va a questuare una collocazione futura, altrimenti confrontiamo le storie personali". Cosa sbagliata in politica, ma che di fronte a una lettera così diventa la cartina di tornasole per i comportamenti».

«Ancora una volta – si arrabbia Cosimi – il giudizio sprezzante senza un contesto della crisi, senza un'analisi del mondo, tutto riferito a una sorta "io avrei fatto se mi avessero fatto fare". Una cosa vecchia, visto che la modernità è prima di tutto prendersi le proprie responsabilità. Il cambiamento non è il passaggio da un padrone a un altro. Il cambiamento è un fatto culturale e su questo lavoriamo da anni, per portare parole di opportunità in una città ritrosa al cambiamento, in funzione di amministrazioni che dal dopoguerra hanno dato serenità e prospettive. La critica è una cosa, l'offesa un'altra. Poi non conosco cosa voglia dire "Dio e Mammona", so però cosa vuole dire "chiacchiere e distintivo": me lo ricordo bene quando Robert De Niro nel film "Gli intoccabili" lo dice a Kevin Costner. E mi ricordo anche che Al Capone non fa una bella fine».

«Veniamo – chiude Cosimi – alla realtà delle cose. In questi anni abbiamo lavorato in un contesto di totale incertezza. Il bilancio preventivo del 70% dei Comuni italiani viene approvato entro il 30 novembre, oltre la metà dei Comuni è in anticipazione di tesoreria. Noi abbiamo approvato il bilancio preventivo prima dell'estate, non abbiamo anticipazioni di tesoreria e facciamo gli investimenti. Forse, bisogna smettere di descrivere questa città "senza progetti nè speranze" solo perché progetti e speranze non sono stati costruiti da chi avrebbe voluto esserne l'interprete».(j.g.)

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