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«Non si può morire per via di un ubriaco»
Parla Tiziana Savi che ha perso il marito in un incidente in via delle Sorgenti È una delle promotrici della petizione per il reato di omicidio stradale
LIVORNO. «Provo tanta rabbia. Solo tanta rabbia». Le parole di Tiziana Savi s’interrompono spesso. La commozione le sale alla gola, parlando dell’incidente mortale al bivio per Nugola Nuova in via delle Sorgenti. A pochi metri da dove ha perso la vita suo marito Riccardo Cervelli, il 27 aprile del 2007, vittima di uno scontro tra lo scooter sul quale viaggiava e un’auto. Tiziana Savi ha condotto una battaglia contro i killer della strada, raccogliendo duemila firme a Livorno per la promozione della legge per instituire il reato di omicidio stradale, lavorando insieme all’associazione Lorenzo Guarnieri di Firenze. La proposta di legge è stata sostenuta da oltre 70mila firme (la prima di Matteo Renzi) ed è arrivata in parlamento, dov’è stata però bocciata in commissione trasporti. Ma per Tiziana Savi la notizia dell’incidente dell’altra notte è stato come rivivere l’incubo della morte del suo Riccardo. «Conoscevo bene Maurizio Labruzzo - dice - Era amico anche di mio marito. Pochi giorni fa ci eravamo incontrati. Non si può morire così per un ubriaco».
La “curva della morte”. Riccardo cervelli è morto in quella che sua moglie chiama la “curva della morte”. «Ma è tutto il tratto di strada a essere molto pericoloso - riprende Tiziana Savi - Curve, asfalto brutto e velocità elevata . È un disastro. Per quello mi sono battuta con la Provincia, insieme al Comune di Collesalvetti, per far installare gli autovelox». L’incidente dell’altra sera è avvenuto in un tratto di strada diverso, ma sempre pericoloso. «Per rendersi conto della situazione basta farsi un giro da quelle parti - dice ancora - e vedere quanti fiori sono deposti lungo la carreggiata. Ogni volta che accadono queste tragedie rivivo la mia di tragedia che non possono nemmeno commemorare come gli altri, perché i fiori che avevo deposto nel luogo dov’è morto mio marito sono stati tolti non so da chi».
La petizione sembra ferma... Sul sito Omicidiostradale.it si trovano tutte le informazioni sulla petizione per la proposta di legge per l’introduzione del reato di “omicidio stradale”. Le firme raccolte fino a ieri pomeriggio erano 72257. Un piccolo esercito che, però, non ha avuto alcun effetto sul parlamento. «La nostra proposta - spiega Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, al quale è dedicata un’associazione che opera proprio per promuovere la proposta di legge - è arrivata in parlamento nel 2011. Ma in commissione trasporti è stata bocciata, perché alcuni relatori non hanno ritenuto opportuno inserire pene più severe, visto che, secondo loro, il fenomeno era sotto controllo».
Ma qualcosa potrebbe cambiare. Dopo la tragedia in via delle Sorgenti, il sottosegretario ai trasporti, Erasmo D’Angelis, ha spiegato che «questa tragedia spinge a correre per la riforma del codice della strada che martedì prossimo inizierà il suo iter in parlamento. Con il nuovo codice avremo norme più chiare e soprattutto severe a partire dall'inasprimento delle sanzioni per chi guida ubriaco o sotto l'effetto di droghe con il ritiro della patente fino a sentenza definitiva». Argomento sollevato anche dalla Lega Nord, in favore dell’inasprimento della pena: «Lasciamo da parte i falchi, le colombe, i giaguari, e concentriamoci su ciò che davvero può far la differenza e che riguarda tutti noi».
Da omicidio colposo a stradale. «Siamo l’unico Paese a non prevedere l’omicio colposo - riprende Tiziana Savi - Ovunque sia stata introdotto questo reato gli incidenti si sono dimezzati». La proposta di legge prevede il cambio di nome in caso di incidenti mortali, se si tratta di automobilisti ubriachi o drogati, da “omicidio colposo” a “omocidio stradale”. La pena cambierebbe: da 3-10 anni a 8-18 anni. E così anche la misura cautelare prevista: da nessuna all’arresto in flagranza di reato. E poi, dall’attuale revoca temporanea della patente al cosiddetto “ergastolo” della licenza di guida: «Con l’introduzione della nuova legge - dicono i promotori - a chi uccide sotto l’effetto dell’alcol o delle droghe sarà tolta la patente definitivamente dopo il primo omicidio».
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