Il Tirreno

Livorno

L’ultimo set in Banditella in campo c’è la giungla

di Giorgio Carlini
L’ultimo set in Banditella in campo c’è la giungla

Gli impianti sportivi di via Nenni al centro di una complessa guerra legale In parte venduti a un privato che li sta facendo rivivere e in parte abbandonati

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Là dove c'era l'erba (dei campi da tennis) ora c'è una giungla». Il riferimento è agli impianti sportivi di Banditella, che dopo una intricata battaglia legale sembrano essere caduti nel dimenticatoio, tanto che ormai è difficile distinguere la vegetazione dalle reti che un tempo dividevano gli impianti.

I campi da tennis in via Pietro Nenni, lo ricordiamo, finirono all'asta giudiziaria nel 2010. Furono venduti, ma non entrarono subito nella disponibilità dei nuovi proprietari per l'opposizione dei coniugi Labellarte, rappresentanti della Polisportiva Ardenza.

La coppia, ritenuta abusiva dal Comune di Livorno, si rifiutava inoltre di lasciare il fabbricato adiacente ai campi, che considerava di sua proprietà grazie anche a una sanatoria intervenuta anni prima.

Dopo un provvedimento di esecuzione immobiliare la società livornese Codancò entrò comunque in possesso di ciò che era finito all'asta e che era stato comprato.

Più problematico, se non drammatico, l'esito dell'ordinanza di sgombero, emanata nel 2009, che il Comune riuscì a concretizzare nell'ottobre 2012: durante le operazioni Franca Nardon, moglie di Vincenzo Labellarte, minacciò di darsi fuoco cospargendosi le braccia e il busto con un liquido infiammabile.

Da quel giorno di tensione è passato un anno. Oggi sono in tanti a domandarsi che fine abbiano fatto gli otto campi da tennis.

Ebbene, il loro destino è ancora incerto, e si divide tra progetti di nuove attività e il degrado più assoluto. Il perché è presto spiegato: all’asta non finì tutta l'area, ma solo la parte comprendente la struttura e sei campi da tennis. Un’altra parte (più piccola, formata da due campi, un'area sterrata e 60 metri quadri di fabbricato) è rimasta invece al Comune.

Le attuali condizioni delle due zone sono praticamente opposte: l’area acquistata dal privato sta tornando lentamente a vivere. Nei rinnovati locali, da oltre un anno e mezzo, è presente un’attività di ginnastica per la salute, e nei prossimi giorni nel complesso dovrebbe essere inaugurato anche un asilo nido. Di tennis, però, neanche l'ombra: i campi sono inutilizzati e quasi del tutto smantellati, ma almeno l'area è abbastanza curata e presentabile.

Lo stesso non si può dire per la parte più distante dalla struttura, quella di proprietà comunale: i rettangoli di gioco sono completamente inglobati dalla fitta vegetazione incolta. Se non fosse per le reti e i sostegni arrugginiti che spuntano qua e là tra i tanti cespugli, sarebbe impossibile anche solo immaginare la presenza dei campi da tennis. Per non parlare poi del casottino semidistrutto e della sporcizia presente dentro e fuori dalla zona recintata. Uno spettacolo decadente per chiunque si affacci in via Nenni.Insomma: se l'iniziativa privata ha permesso l'avvio di nuove attività, pur senza racchette e palline, per la parte rimasta all'amministrazione il rimedio, per il momento, sembra peggiore del male che tentava di curare. Le sfide a colpi di "game, set and match", in Banditella, sembrano destinate a rimanere un lontanissimo ricordo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA LA FOTOGALLERY

E COMMENTA

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web