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CASA NOSTRA ANCHE FUORI DALL’USCIO
Finalmente ora tocca anche a noi: a soli 9 anni e mezzo dall’annuncio del lancio (mai avvenuto) del “por- ta a porta” a Montenero. Per la nostra città è una svolta importante: esige la collaborazione...
Finalmente ora tocca anche a noi: a soli 9 anni e mezzo dall’annuncio del lancio (mai avvenuto) del “por- ta a porta” a Montenero. Per la nostra città è una svolta importante: esige la collaborazione dei cittadini. Con qualche inevitabile problema, in attesa che l’industria del settore la pianti di voler la pappa scodellata.
Ma il “porta a porta” ormai è la normalità quotidiana in tante zone del Paese, dalle metropoli ai micropaesini: possiamo ben farcela pure noi, magari sbuffando perché c’è da abituarsi a fare i conti con cinque differenti bidoncini e con il calendario dei giorni. Anche altrove ci sono i vecchietti, anche altrove ci sono appartamenti piccoli e cucinini mignon, anche altrove l’organico puzza. Ma ce l’hanno fatta e non si registrano sommosse anti-differenziata. Anzi, i tumulti di piazza ci sono stati semmai là dove è il moloch dei rifiuti indifferenziati a invadere le strade. Se vogliamo evitarlo la scelta è obbligata: cominciare a pensare che è un po’ casa nostra anche quel che sta di là dalla porta (e di là del porta a porta). (m.z.)
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