Il Tirreno

Livorno

«Ogni giorno tra droga e prostituzione»

«Ogni giorno tra droga e prostituzione»

Il racconto di un’addetta alle pulizie di Livorno centrale: tra risse, minacce e balordi. «Ormai qui è un vero far west»

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LIVORNO. «Vede quell’uomo con i baffi e la maglietta bianca? Aspetta i treni e adesca i ragazzi giovani stranieri offrendo pochi euro. E quella donna seduta sulla panchina al binario? È una prostituta che ogni tanto riesce a trovarsi clienti tra i passeggeri rinchiudendosi nei bagni». L’addetta alle pulizie della stazione di Livorno sta passando uno strofinaccio imbevuto di detergente per superfici lisce sul coperchio di un cestino per i rifiuti davanti al binario 1. Intorno ci sono uomini che sembrano non fare nulla, nemmeno aspettare qualcuno scendere da un treno. Oppure ci sono un paio di persone che dormono sulle panchine. Uno di questi ha mangiato biscotti facendone cadere un buon numero a terra. E il paradosso è che siamo di pomeriggio. Non di notte. «Dalle 21 alle 6 succede di tutto. E lo vediamo quando cominciamo a lavorare la mattina», racconta come se fosse un fiume in piena.

«È uno schifo - dice - perché lavoriamo in condizioni molto pericolose, oltre che igienicamente assurde». La mattina alle sei ci sono i segni di nottate passate a bere e a ubriacarsi, con vomito o sangue a terra, dopo sbronze colossali o risse tra sbandati. La polizia dice che, ogni giorno, il giro di uomini e donne che “vivono” alla stazione è di circa 60 persone. «Di giorno ci sono uomini, donne e trans che si prostituiscono - prosegue l’addetta alle pulizie - oppure c’è chi spaccia, anche alla luce del sole. I bagni sono il centri di ogni traffico, che sia sessuale o legato al mondo della droga. Si chiudono dentro e non c’è modo di farli uscire. Una volta sono anche stata minacciata da un uomo. Stava occupando il bagno delle donne e c’era una signora che doveva entrare con la figlia. Ho provato a spiegargli che era nel bagno sbagliato e lui mi ha detto che mi avrebbe messo sotto terra. È chiaro che davanti a queste situazioni si fa un bel passo indietro. Perché alla fine siamo qui per lavorare. Un’altra volta è scoppiata una rissa violenta fra cinque o sei persone e non siamo riusciti nemmeno a far intervenire le forze dell’ordine».

E la notte è ovviamente peggio. Anche se gli addetti alle pulizie non lavorano. «Però immaginiamo cosa accade da quello che vediamo la sera fra le 8 e le 9 e da ciò che troviamo la mattina alle 6, quando entriamo in servizio. All’ora di cena arriva chi ha intenzione di prendersi un posto per dormire sui treni che si fermano in stazione a Livorno. Bivaccano per un po’ e poi fanno la corsa per assicurarsi un posto. Molti lasciano sacchetti sopra le pensiline e i casottini situati sui binari con dentro coperte e cuscini. E guai a prenderli e a buttarli via. Poi la mattina troviamo vomito e sangue. Oppure siamo costretti a scansare gente che dorme ovunque. Anche dentro gli ascensori».

L’addetta alle pulizie, alla fine del racconto si scusa: «È stato uno sfogo il mio. Tanto so che non cambierà niente e che sarà sempre peggio. Però almeno ne ho parlato con qualcuno per un quarto d’ora. Qui ci vorrebbe un intervento vero, con la voglia di risolvere i tanti problemi della stazione di Livorno. Ma non credo che ci saranno cambiamenti».

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