Il Tirreno

Livorno

«Spiegateci il boom delle tessere»

Rischio ricorsi al Centro. Ceccantini: occhio al tetto del 25% e ai “tesserifici”. Mongillo: ma non si delegittimi il voto degli iscritti

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LIVORNO. «Il “tesserificio” a ridosso del congresso non è giusto e non è utile. Starà alla commissione di garanzia valutare se in città ci sono congressi da ripetere...». Dall’altra parte della scrivania c’è il consigliere provinciale Antonio Ceccantini, portavoce livornese dei civatiani. Ceccantini qualche mese fa ha lasciato il circolo di Fiorentina e si è iscritto al Pd Centro, dove venerdì ha seguito le operazioni di voto.

Proprio il circolo di piazza Magenta, dove hanno votato molti stranieri e dove ha vinto l’area renziana, è tornato al centro delle polemiche: c’è chi chiede di ripetere il congresso appellandosi alla circolare interna della commissione nazionale che fissa un tetto del 25% alle nuove iscrizioni, chiarendo però anche che «al di sopra di queste quote» sta alla commissione provinciale «fare verifiche sul tesseramento». Il Pd Centro nel 2012 aveva circa 140 iscritti, quest’anno ha superato quota 200.

«Io ho fatto la tessera per me e con fatica ho tesserato mia moglie – si difende Ceccantini rispondendo a chi, anche ieri, su Fb raccontava di un pacchetto di iscritti spostati da Fiorentina per contrastare gli ex franceschiniani – Io aggrego sulle idee, non sulle tessere...». «È positivo – riprende – che ci siano stati più candidati alla guida delle segreterie, sarebbe stata inopportuna, in questa fase, una falsa candidatura unitaria. Così come è stato sbagliato far votare solo gli iscritti...». «Non sono mai stato contrario all'apertura – rivendica – ma se ci sono delle regole vanno rispettate. E la commissione nazionale ha posto untetto del 25%. Il primo problema, quindi, è puramente tecnico: non ci sono zone franche, il regolamento va rispettato». «Il secondo problema – riprende – è politico. A cosa serve un tesseramento di massa all'ultimo minuto quando fino a una settimana fa facevamo fatica anche solo a convincere i nostri a rinnovare la tessera. Una cosa è fare un lavoro di apertura, un'altra è il “tesserificio” di persone ex novo a ridosso del congresso. Mi chiedo quanto sia utile e giusto. Qual è l'obiettivo politico? Allargare la partecipazione? Allora non dovevamo far votare solo gli iscritti». «E se è vero che il 10 % dei votanti è straniero – chiude – è un caso unico in Italia. Non voglio fare polemiche, ma sarà almeno il caso di discuterne».

Dato che viene subito smentito dalla neo segretaria del Pd Centro, Margherita Mongillo. «Gli iscritti a oggi – chiarisce – sono 213, 73 in più del 2012: 46 risultano italiani e 27 stranieri (albanesi, una persona di origini russe, una domenicana e 11 senegalesi)». «L’aumento degli iscritti – ripete – non può che fare bene al partito, che per la prima volta ha espresso anche un ministro di colore. Tanto più che nel Pd si parla da anni di far votare i cittadini stranieri alle amministrative...». Resta il boom di iscrizioni: dalla commissione di garanzia fanno sapere che «faremo tutte le verifiche del caso, a oggi non risultano irregolarità e ricorsi». «Se la commissione dirà che dobbiamo ripetere il congresso ci adegueremo – chiude la segretaria – ma non si può delegittimare il voto degli iscritti. Evitiamo inutili polemiche che non fanno bene a nessuno». (j.g.)

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