Il Tirreno

Livorno

Il “vaffa” a Lamberti costa a Romano 350 euro

di Juna Goti
Il “vaffa” a Lamberti costa a Romano 350 euro

Livorno: il giudice di pace chiude così la querelle su dito medio, offese e linguacce partita dopo una riunione bollente in Comune. Lamberti porta a pranzo fuori la famiglia

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LIVORNO. Il caso scoppiò nel giugno dello scorso anno, in piena fase “dipietristi contro tutti” e “tutti contro i dipetristi”. Nella conferenza dei capigruppo, in una delle sale del municipio, volarono parole grosse tra consiglieri comunali, tanto che il presidente Enrico Bianchi fu costretto a interrompere la seduta «per intemperanze». In realtà volò qualcosa di più di qualche parola grossa: l’ex sindaco Gianfranco Lamberti, capogruppo di Confronto, querelò il segretario provinciale dell’Italia dei Valori, Andrea Romano reo - secondo quanto riportato nella querela - di avere alzato «ripetutamente» il dito medio e di avere mostrato la classica linguaccia. Il tutto apostrofato dalla parola «scemo». Romano, da parte sua, ha sempre negato, fino a presentare una contro querela.

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Ora si viene a sapere che per quel “vaffa” insolito, e a questo punto salato, il dipietrista ha dovuto risarcire l’ex sindaco con 350 euro. La conferma arriva dallo stesso Lamberti. «Come è noto – scrive – a seguito di un comportamento oltraggioso in seno alla conferenza dei capigruppo del 13 giugno del 2012 tenuto dal consigliere Romano nei miei confronti, ho sporto querela. Mi era sembrato doveroso dopo la sospensione della seduta e seguendo anche le sollecitazioni di altri consiglieri presenti e di amministratori».

«Sabato mattina – racconta l’ex sindaco – sono stato chiamato dall'ufficio del giudice di pace (Angela Barcia, ndr) e mi è stato comunicato l'avvenuto risarcimento di una somma simbolica di 350 euro, insieme alle scuse poste a verbale, nei miei confronti. Il giudice – spiega Lamberti – ha ritenuto, nel dispositivo letto nell’ udienza, che si sia trattato di "un atteggiamento di fattiva resipiscenza dell'autore del reato", e che con ciò egli abbia "riparato al danno morale cagionato dal reato stesso"». In altre parole: Romano avrebbe chiesto scusa.

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