Il Tirreno

Livorno

tabaccaio rapinato alla scopaia

«L’ho affrontato, poi è spuntato il coltello»

«L’ho affrontato, poi è spuntato il coltello»

Parla la vittima: «Lui mi ha buttato per terra, ero spaventato però l’ho inseguito»

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LIVORNO. Quell’uomo è entrato nel negozio ed è venuto sparato verso di me, che stavo contando i soldi dietro al bancone. Mi ha aggredito e io ho reagito. Ma durante la colluttazione, è spuntato un coltello: forse l’aveva già in mano, ma io non l’avevo visto. Lui non ha esitato a usarlo e mi ha colpito all’avambraccio sinistro, squarciandomi il maglione, e alla nuca, procurandomi una ferita. All’ospedale mi hanno dato 7 giorni di prognosi».

Marco Sigali, il tabaccaio di 43 anni preso di mira da un rapinatore con un complice, venerdì sera nel suo negozio in via Lussemburgo alla Scopaia, il giorno dopo l’agguato è di nuovo al lavoro. «Mi sono spaventato ma non cedo alla logica della violenza e sono qui al mio posto». Il commerciante ha dimostrato grande coraggio nell’affrontare il bandito armato. «Lui mi è venuto addosso, dietro il bancone, poi mi ha colpito due volte col coltello e mi ha gettato a terra - racconta il tabaccaio - Nel frattempo ha arraffato l’incasso, che era sul bancone, e poi è scappato». A quel punto Sigali , pur dolorante e sconvolto, si rialza, in un baleno esce dal negozio e tenta di inseguire il suo aggressore. «Ho fatto il tempo a vedere che era in sella a un motorino tipo un vecchio Ciao guidato da un complice - dice - I due si sono diretti verso via di Collinaia».

Il gestore ha cercato di mettere a fuoco il rapinatore per poi fornire una descrizione più accurata alla polizia. Il bandito è stato descritto come un giovane alto un metro e 70-80 circa, con un casco semi integrale, italiano, forse con un’inflessione livornese. «Indossava un giubbotto non imbottito sull’azzurro-grigio e un paio di pantaloni rossi - dice Sigali - Non ha detto molte cose, quindi è difficile risalire alla sua provenienza».

Il tabaccaio è ancora spaventato: «La paura c’è stata - dice il 43enne - Il problema però è che qua è buio pesto la notte perché non c’è un’illuminazione adeguata. Se una persona si sente male e sviene potrebbe essere investita da un’auto perché non c’è luce. E poi il quartiere è isolato: la vigilanza dovrebbe essere intensificata».

Intanto la squadra mobile della polizia è sulle tracce dei due. Le ricerche sono state avanti per tutta la notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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