Il presidio
Dimezzate le pratiche l’edilizia è finita ko
Quest’anno sono state presentate solo 79 istanze di permesso a costruire Inferiori alle attese anche le richieste per rendere abitabili i sottotetti
LIVORNO. «La crisi del mattone? A Livorno non esiste». Erano davvero altri tempi quando il vostro cronista si poteva permettere di scrivere un titolo del genere. Eppure non sono passati tantissimi anni: una decina al massimo...
Ma oggi le cose non stanno più così. L’onda lunga della crsi ha colpito il mercato immobiliare, con una pesante contrazione delle compravendite, e ha investito il settore dell’edilizia: ci sono numerose licenze mai ritirate per far partire i lavori, ci sono costruzioni che si sono fermate in attesa di tempi migliori, ci sono aziende che non hanno lavoro e perciò licenziano e altre che il lavoro (almeno un po’... ) ce l’avrebbero ma non riscuotono. Insomma, una situazione molto complicata. Anzi, addirittura critica. Basti dire che le richieste di permessi a costruire presentati al Comune si sono dimezzate nel giro di tre anni. Il che, tradotto in pratica, vuol dire meno cantieri di lavoro aperti, minori entrate per le imprese, riduzione del numero di dipendenti nel settore, aumento delle cessazioni di attività.
Del resto, i numeri dell’Ufficio edilizia privata del Comune - guidato da Susanna Cenerini - non lasciano spazio a interpretazioni: se nel 2010 le istanze di permesso a costruire (compresi le varianti e i rinnovi) ammontavano a circa 150 e nel 2011 erano state esattamente 122 ecco che nel 2012 erano già calate a 99 per poi scivolare nel corso di quest’anno a 79 appena (il dato è aggiornato alla metà di ottobre).
Anche le istanze di sanatoria per opere edilizie eseguite in difformità o in assenza di titolo sono crollate: nel 2011 ne erano state presentate 260, nel 2012 erano state 244 mentre quest’anno siamo solo a 184. Insomma, non si costrusce e non si ristruttura. Il che vuol dire che di gru, ponteggi, muratori e tecnici in giro in città ce ne sono pochi e che, nel prossimo futuro, ce ne saranno ancora meno. Ma anche meno pratiche per i professionisti del settore (ingegneri, architetti e geometri).
Che il momento per l’edilizia sia particolarmente difficile lo dimostra anche un altro elemento. Neppure il provvedimento approvato dall’amministrazione comunale, sulla base della legge regionale 5/2010, che permette a determinate condizioni di rendere abitabili i sottotetti, è riuscito a innescare una benchè minima ripresa dell’attività edilizia. Pochissime sono state, finora, le richieste pervenute all’Ufficio edilizia privata: è evidente che le famiglie livornesi non se la sentono di pagare il contributo di concessione, anche a fronte di un’operazione che aumenta l’utilizzo e il valore della proprietà. È proprio crisi.
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