Italia
Si rivedono i conti per il nuovo ospedale
Da un incontro con i sindacati trapela che l’Asl ha ripreso in mano il piano finanziario: occhi puntati sul valore degli immobili in vendita
L’Asl 6 rivede i conti per il nuovo ospedale. La notizia è saltata fuori nel corso di una conferenza stampa indetta da Cgil, Cisl e Uil sul sistema sanitario livornese, in particolare sull’atteso potenziamento dei servizi territoriali, dalle case della salute all’assistenza domiciliare. Al tavolo si sono seduti Paolo Camelli e Miriam Orlandi (Uil), Donatella Parrini e Lando Del Pia (Cisl), Franca Taddei e Angela Ibelli (Cgil), che pochi giorni fa si sono rivolti alla Conferenza dei sindaci e hanno incontrato i nuovi vertici dell’Asl 6, oggi guidata da Eugenio Porfido, che ha preso il posto di Monica Calamai.
Parlando dell’ospedale da costruire in Banditella, i sindacalisti hanno ripetuto che «nel 2008 abbiamo sostenuto la proposta e continuiamo a farlo: non vediamo perché i livornesi non debbano avere una struttura all’avanguardia. La domanda è semmai cosa ci sarà dentro». È così trapelato che all’incontro interlocutorio di qualche giorno fa i vertici aziendali «hanno riferito di avere ripreso in mano il piano finanziario del nuovo ospedale e appena pronto ci faranno avere l’elenco con il valore degli immobili in vendita: tra la verifica delle procedure di gara, il piano finanziario e la presentazione definitiva del progetto, per l’inizio dei lavori dovrebbero volerci un paio di anni».
Per costruire il presidio servono 190 milioni di euro: 109 vengono anticipati dalla Regione attraverso un fondo di rotazione ad hoc per le strutture Asl, 81 arrivano dal privato, che per 34 anni gestirà i servizi a supporto dell’attività sanitaria (dalle pulizie alla mensa) prendendo dalla Asl 33 milioni all’anno.
I soldi anticipati dalla Regione dovrebbero essere restituiti dall’Asl proprio con la vendita dei beni sparsi per la città, dai distretti all’ex sede di Monterotondo, ma il mercato immobiliare è fermo e nei mesi scorsi dalla città sono piovute richieste di garanzie.
Le ha raccolte a luglio l’assessore regionale Luigi Marroni, che invitato a un’assemblea del Pd, ha assicurato che «se anche la Asl non vendesse i suoi beni o le entrate fossero minori rispetto al previsto, la Regione, anche in via preventiva, garantirà la realizzazione dell’ospedale».
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