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«Il microcredito funziona Lo dimostrano i dati»
Presentati i risultati del progetto promosso ad aprile da Fondazione Livorno Caritas e Banco di Lucca e del Tirreno: chiesti centinaia di aiuti per bollette e affitti
LIVORNO. Favorire l'accesso al credito per chi è in situazione di difficoltà economica su un territorio come quello livornese che risente particolarmente degli effetti della crisi: era questo lo scopo della convenzione che lo scorso aprile la Fondazione Livorno ha firmato insieme a Prefettura, Banco di Lucca e del Tirreno, alla Caritas e alle associazioni di volontariato cittadine (Cesdi, Svs , Misericordia, Ippogrifo). Una convenzione i cui primi risultati sono stati mostrati ieri mattina.
«Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro – hanno affermato tutti i soggetti coinvolti – Ad oggi le persone fisiche che si sono rivolte ai centri di ascolto delle associazioni aderenti per presentare domanda sono state 129. Di queste 33 sono state accolte e fino ad ora nessuno è in ritardo con i pagamenti». Un aiuto per pagare le bollette insolute o l’affitto, acquisto di occhiali da vista, interventi odontoriatrici da sostenere, ma anche manutenzione di mezzi di trasporto e aiuti per iniziare un’attività: ecco i principali motivi che hanno spinto livornesi e stranieri a presentare domanda di finanziamento. Per la maggiorparte sono stati piccoli nuclei familiari, ma anche anziani. « Partecipare a questo progetto ha aperto gli occhi su uno spaccato della realtà livornese che chiede aiuti concreti – ha detto il presidente della Fondazione Livorno Barsotti – siamo felici di aver iniziato un lavoro che vogliamo portare avanti con sempre maggiore impegno».
Soddisfatto anche il direttore generale del banco di Lucca e del Tirreno Fabio Frilli: «Partecipare a questo progetto ha fatto sì che la banca sia entrata in contatto con un mondo spesso troppo sconosciuto. I dipendenti stanno lavorando con grande entusiasmo al progetto e molto trasporto e praticamente gratis. Per noi è un vero successo».
Un progetto dunque che guarda al futuro visto che l’afflusso di richieste non accenna a smettere e che pensa anche a qualche sviluppo, come dimostrano alcune delle proposte fatte nell’incontro: «Visto anche gli interventi pubblici (tra cui il prestito sociale regionale) – dice la dirigente della Caritas suor Spezio – sarebbe bello concentrarsi sui finanziamenti per la partenza di nuove attività. È importante sottolineare la differenza tra un prestito sociale e il microcredito, entrambi validi, ma diversi. Con il microcredito si mette in circolo un aiuto che verrà poi tramandato ad altri in modo che grazie all’impegno personale molte più persone possano trovare un aiuto concreto».
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