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Soppressione Intercity: Rossi e altri 8 presidenti scrivono a Letta

Soppressione Intercity: Rossi e altri 8 presidenti scrivono a Letta

Il governatore: "Siamo letteralmente infuriati. Il danno che ne deriverebbe per i cittadini delle nostre Regioni, e per i pendolari in particolare, sarebbe di assoluta gravità". Il sottosegretario D'Angelis: "Il 31 ottobre l'incontro con Trenitalia"

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Il confronto ci sarà il 31 ottobre. Fra meno di una settimana l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, fornirà al sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis le spiegazioni sui probabili tagli dei 12 Intercity della Dorsale appenninica che riguardano anche la Toscana.

Tagli che spingono il governatore Enrico Rossi a scrivere al premier Enrico Letta per bloccare l’operazione, come anticipato dal Tirreno in edicola.  La lettera, spedita in mattinata anche ai ministri dell’Economia Fabrizio Saccomanni, delle Infrastrutture, Maurizio Lupi e a Soprano, è stata firmata anche dai presidenti delle regioni Piemonte,  Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Umbria e Campania interessate ai tagli dei treni a lunga percorrenza. "Con sempre maggior insistenza - recita il testo della lettera  - ci giungono segnali sulla definitiva soppressione di ogni ormai residuo servizio Intercity sulla linea dorsale che collega capoluoghi ed importanti centri di Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Il danno che ne deriverebbe per i cittadini delle nostre Regioni, e per i pendolari in particolare, sarebbe di assoluta gravità. Chiediamo di dissipare ogni dubbio sul mantenimento del servizio e comunque di convocare un incontro con la presenza dei vertici Trenitalia".

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Rassicurazioni in questo senso, Rossi e Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale ai Trasporti, le hanno chieste anche nell’incontro avuto ieri con il ministro Lupi. E il governo sembra intenzionato a darle. D’Angelis, infatti, ribadisce che è "inaccettabile che Trenitalia continui a tagliare i treni a percorrenza interregionale che sono la sola alternativa all’Alta Velocità. Non si può pensare che il ruolo nazionale di Trenitalia sia risolto esclusivamente con i treni di AV quando oltre l'80% dei viaggiatori utilizzano altre velocità e ferrovie regionali. Ci sono province toscane con fasce di utenza importanti che vedono ridotti i servizi e l'intera costa rischia disservizi proprio mentre, causa la crisi, tanti lasciano l'auto e salgono sul treno. Il Governo, con il rinnovo del mandato dei vertici di Trenitalia, ha dato un indirizzo chiaro all'azienda, che è di proprietà dello Stato: completare le tratte dell'Alta Velocità a nord e da Napoli fino a Bari e Reggio Calabria, ma gran parte delle disponibilità di  cassa vanno investite sui servizi regionali e interregionali per la maggioranza dei passeggeri".

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