Il Tirreno

Livorno

Porto, slitta il test con la maxi-nave

di Mauro Zucchelli
Porto, slitta il test con la maxi-nave

In gioco la possibilità di tornare nella serie A degli scali. Becce (Tdt): ora ci sono le condizioni per tenere aperto la notte

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LIVORNO. L’aspettavano in tanti (e da tempo) il test per provare che le navi portacontainer da 8mila teu possono entrare nel nostro porto. Stavolta tutto sembrava pronto per accogliere il 3 novembre la Ym Utmost, capacità massima 8.189 teu, una delle 88 navi della compagnia taiwanese che ha il quartier generale nel Qibu District di Keelung City, in un anonimo grattacielo dalla sagoma che ricorda il logo della società.

Invece no: tutto slitta a data da destinarsi. Colpa del fatto che la Utmost, che svolge il servizio “Med2” e attualmente è in navigazione fra Singapore e Suez, si è vista attribuire un carico extra perché le linee dell’alleanza con K-line, Cosco e Hanjin hanno riorganizzato le partenze finendo per redistribuire i carichi.

Cosa c’entra tutto questo con la prova a Livorno? Ovviamente, il test verrà fatto non spedendo una nave qui da chissà dove ma semplicemente aggiungendo una tappa ulteriore lungo un itinerario già schedulato che transiti da queste parti. Ma Livorno ha come limite di pescaggio massimo poco più di 11 metri, insufficiente per la Ym Utmost che ripartirà da Genova con un carico supplementare. Meglio rimandare: anche perché è inutile essersi dannati l’anima per avere la disponibilità di un big internazionale per fare il test o poi topparlo clamorosamente: sarebbe un autogol in mondovisione. Al contrario, equivale a tornare in Europa League se non in Champions il fatto di riuscire a mostrare dal vivo che Livorno è in grado di accogliere questo tipo di navi kolossal (ma sulle rotte nordeuropee e oceaniche viaggiano cargo ben più grandi).

Yang Ming aveva già accettato carico da Livorno, poi è arrivata la disdetta. È il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti a confermare che la compagnia ha avvertito di questo slittamento «reso necessario da motivi tecnici».

Peccato, perché finalmente era arrivata la data-clou dopo una infinità di rinvii: basti dire che se ne parlava già da prima dell’estate, inizialmente era stato ipotizzato che la prova si sarebbe tenuta nel mese di luglio, poi erano saltate fuori alcune date di agosto, quindi ancora un valzer di indicazioni a cavallo fra settembre e ottobre, di rinvio in rinvio. Finché era stato fissato il 3 novembre.

«È vero che c’è uno slittamento della prova – conferma Luca Becce, numero uno di Tdt – ma una partita importante il porto di Livorno l’ha già vinta: sono importantissimi lo spostamento del bacino Salvadori, la pulizia dei fondali che li ha spianati guadagnando maggior possibilità di pescaggio così come grazie anche ai dragaggi all’imboccatura. Tutto questo è un risultato che l’Authority e tutta la comunità portuale livornese può ascrivere a proprio merito. E sono la premessa che può rendere possibile un altro grosso passo in avanti. Quale? Il sì all’operatività notturna. Sarebbe un bel balzo, perché soprattutto nel periodo invernale una nave che arriva alle 19 deve restar ferma in rada perché può entrare solo la mattina dopo. Tempi morti che per gli armatori sono costi poco graditi».

Ma Becce mette l’accento anche su un altro aspetto: «Una migliore manovrabilità all’interno del porto consente anche di ridurre i costi dei servizi tecnico-nautici perché adesso, muovendoci nello stretto, c’è bisogno di un forte apporto. Ecco perché dico che questo slittamento non è una sconfitta: abbiamo le carte in regola per far fare al porto un ulteriore salto di qualità. Anche perché non solo Yang Ming ma anche le altre alleanze si stanno guardando intorno. E noi vogliamo presentarci al meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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