Il presidio
«PRODUTTIVITÀ DEI DIPENDENTI E POPULISMO»
I compensi per la produttività al personale dipendente, erogabili per il 2012, costituiscono una derivazione di dinamiche molto differenziate che riguardano in particolare l'entità delle risorse a...
I compensi per la produttività al personale dipendente, erogabili per il 2012, costituiscono una derivazione di dinamiche molto differenziate che riguardano in particolare l'entità delle risorse a disposizione per le due categorie, dirigenti e personale dipendente, per il pagamento delle rispettive retribuzioni accessorie.
In primo luogo, le risorse destinate ai dipendenti hanno risentito fortemente del taglio effettuato dall'amministrazione a seguito dei rilievi mossi dal Mef. Il taglio, un milione, è ricaduto totalmente sulla produttività (2011 e 2012), lasciando invariata l'entità delle diverse altre destinazioni di pagamento al personale.
Nel fondo per il trattamento accessorio vi rientrano le risorse per il pagamento di altri istituti contrattuali (le indennità professionali, quelle di comparto, per i turni, disagi, rischi, reperibilità e maggiorazioni orarie, per le retribuzioni delle posizioni organizzative ed i vari compiti di responsabilità, per le progressioni orizzontali). A fronte quindi di un totale complessivo di risorse per il personale dipendente, che ammontano ad oltre 6 milioni di euro annui, sono state riportate alle disponibilità generali del bilancio dell'ente somme importanti (per far fronte ai rilievi del Mef), che tuttavia rappresentano poco più del 7% delle disponibilità complessive dei due anni 2011 e 2012. È evidente che facendo gravare questo taglio solo sulla produttività, che è un istituto di tipo variabile, risulta una penalizzazione concentrata unicamente su questa retribuzione.
Tali dinamiche sono state, peraltro, confrontate ampiamente con le stesse organizzazioni sindacali, con le quali si è di recente trovato un accordo per il superamento di tale situazione, in cui si prevede che per il corrente anno 2013 vengono ripristinate maggiori disponibilità di risorse, conseguendo quindi la possibilità di attribuire quote più elevate di produttività. Il valore della produttività 2013 infatti, quantificabile in circa 750 mila euro, è di gran lunga più significativo del valore 2012, ridotto a 270 mila euro.
Per un corretto confronto con i livelli di composizione e utilizzo del fondo dei dirigenti, si fa presente, che il taglio indotto dal Mef è stato estremamente più contenuto (55mila euro) e che, considerando la specificità della composizione del fondo della dirigenza, le relative risorse risultano divise tra due unici istituti, retribuzione di posizione e di risultato, voci che compongono molto più significativamente la retribuzione complessiva di ogni dirigente, coerentemente peraltro con i diversi ruoli e livelli di responsabilità riconosciuti a queste figure, e in particolare con la rilevanza che le leggi assegnano a tale specifica componente retributiva legata al risultato.
In questo particolare momento penso che occorra evitare facili spinte populiste e demagogiche che non tengano conto della realtà, fatta di vincoli sempre più stringenti dettati dalla normativa, dalle norme contrattuali e dall'attività delle Corti dei conti e del Mef. Vincoli rispetto ai quali lo spazio di azione di un sindaco, di un'amministrazione comunale e degli stessi sindacati è ormai molto limitato.
Alessandro Cosimi
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