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Dagli eco-comitati ai sindaci dell’Ato diffida-altolà sui rifiuti
LIVORNO. Il Comitato No Inceneritore verso Rifiuti Zero Livorno ha fatto fronte comune con una galassia di comitati ambientalisti versiliesi e pisani, oltre al Wwf Lucca, per inviare una diffida...
LIVORNO. Il Comitato No Inceneritore verso Rifiuti Zero Livorno ha fatto fronte comune con una galassia di comitati ambientalisti versiliesi e pisani, oltre al Wwf Lucca, per inviare una diffida stragiudiziale indirizzato ai vertici dell’Ato rifiuti (con il presidente Marco Filippeschi, il consiglio direttivo composto da un pool di sindaci dell’area costiera come Alessandro Cosimi, Giorgio Del Ghingaro, Roberto Peria, Alessandro Volpi, Alessandro Tambellini, Angelo Andrea Zubbiani più il direttore Franco Borchi).
È un altolà che i comitati ambientalisti intendono dare in modo netto e forte alla proposta di revisione del Piano straordinario: lo fanno invitando l’Autorità di ambito a «sospendere la procedura di gara per l'individuazione del socio privato di Reti Ambiente». È per questo che chiedono semmai di portare in discussione all'assemblea dei soci un dietrofront che revochi le decisioni prese finora. In nome di cosa? In vista – viene specificato – di «un piano che sia conforme alla normativa vigente e alle aspettative dei cittadini e dei Comuni che possa essere realizzato da un gestore interamente pubblico».
La normativa, secondo i comitati, mette in capo ai Comuni la responsabilità della raccolta differenziata: «Non può certo sostenersi che la normativa permetta di sostituire al Comune una Comunità d’ambito costituita da un elevatissimo numero di soci – viene ribadito – né tantomeno che, in subordine, l'Autorità in indirizzo proponga di affidare la realizzazione della raccolta differenziata ad un soggetto (la società mista) che con gli interessi e le specifiche prerogative di ogni singolo Comune non ha nulla a che spartire».
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